Omicidio Cerciello Rega, Elder intercettato in carcere: “Mi stava strangolando, per questo l’ho pugnalato”

Ecco le intercettazione ambientali di Finnegan Elder Lee, a processo con Gabriel Natale Hjort per l'omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega: "In stazione mi hanno menato di brutto"
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ROMA – “Vediamo due poliziotti che si avvicinano di nascosto da dietro e il tizio grosso mi placca, quello piu’ piccolo raggiunge il mio amico”. Queste le parole di Finnegan Elder Lee in un dialogo intercettato il 2 agosto scorso nel carcere romano di Regina Coeli, mentre parla con uno dei suoi difensori e il padre, a pochi giorni dall’arresto.

I dialoghi di Elder, a processo con Gabriel Natale Hjort per l’omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega ucciso nel quartiere Prati di Roma con undici coltellate lo scorso 26 luglio, tradotti in italiano, sono stati oggetto di una perizia disposta dalla Corte d’Assise.

“Noi eravamo rivolti verso l’altra direzione e loro stavano, avvicinandosi di soppiatto per arrivare dietro di noi e poi mi sono girato e l’ho visto tipo a un metro da me e poi mi ha placcato“, dice il californiano.

“Siamo andati giu’ e lui mi e’ salito sopra e mi ha dato qualche pugno e poi ha iniziato a strangolarmi ed ecco perche’ ho tirato fuori il mio coltello. L’ho accoltellato tipo, due volte nella pancia e quello – dice l’americano – non ha aiutato molto perche’ sembrava solo restare qui e quindi ho semplicemente continuato a pugnalare e poi una volta che ha smesso, una volta che mi ha lasciato il collo me lo sono buttato via di dosso e sono scappato”.

Mi hanno menato di brutto […] alla stazione e mi hanno detto che mi avrebbero dato quarant’anni se non gli davo la password del mio telefono, e quindi, non so se (in qualche modo hanno trovato/hanno fatto in modo di trovare) foto qualcosa contro di me li’ dentro”.

Mi hanno buttato a terra, mi hanno dato calci pugni, mi sono saliti sopra, mi hanno sputato addosso”, dice nell’intercettazione.

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8 Luglio 2020
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