Coronavirus, ‘stretta’ ai poteri delle Regioni: possono adottare solo misure restrittive

Il decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri corregge il testo del precedente: per le misure "ampliative" sarà necessario il consenso del governo
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – D’ora in poi le Regioni potranno adottare solo misure piu’ restrittive di quelle nazionali per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Per misure “ampliative” sara’ necessario il consenso del governo. È la ‘stretta’ ai poteri delle Regioni contenuta nel decreto legge approvato oggi dal consiglio dei ministri. Il decreto corregge il testo del precedente decreto 33/2020 che prevedeva che “in relazione all’andamento della situazione epidemiologica sul territorio… nelle more dell’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020, la Regione, informando contestualmente il ministro della salute, puo’ introdurre misure derogatorie, ampliative o restrittive, rispetto a quelle disposte ai sensi del medesimo articolo 2”. Il testo del decreto dalla parola ‘ampliative’ in poi viene sostituito dal seguente: “restrittive rispetto a quelle disposte ai sensi del medesimo articolo 2, ovvero, nei soli casi e nel rispetto dei criteri previsti dai citati decreti e d’intesa con il ministro della Salute, anche ampliative”. 

LEGGI QUI IL TESTO DEL DECRETO

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»