Guccini canta ‘Migranti’: “La gente non legge e certa politica ne approfitta”

"Purtroppo i populisti fanno leva su ciò che pensano molte persone"
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ROMA – “Mi sono commosso nel riascoltare queste canzoni. Non sono canzoni nate per caso, ma in momenti precisi della mia vita. Forse mi sono rincoglionito e diventato un sentimentale…”. Torna ‘Note di Viaggio’, con il capitolo 2, sottotitolo ‘non vi succederà niente’, il secondo volume della raccolta delle più belle canzoni di Francesco Guccini, interamente prodotte e arrangiate da Mauro Pagani e interpretate dalle grandi voci della musica italiana, in uscita il 9 ottobre. Realizzare questa seconda opera non è stato troppo complicato, racconta Mauro Pagani in conferenza stampa: “Ho avuto una gran fortuna ho lavorato con 24 grandi cantanti, su 24 grandi canzoni. Francesco ha fatto parte della storia e della crescita di ognuno di noi. Rivisitare i pezzi è stato facile, ho solo cercato di non rovinare i pezzi”. Nel primo volume tutti avrebbero voluto cantare, ma che alla fine fu riletta a due voci da Manuel Agnelli con lo stesso Pagani.

Questa volta non è andata così: “Non c’è stata una corsa in particolare per cantare un pezzo. Ognuno dei cantanti ha scelto il proprio”, ha spiegato Pagani. Guccini, invece, nel risentire certe canzoni si è anche “commosso” perché “non sono canzoni nate per caso, ma in momenti precisi della mia vita”. C’è anche lui nell’album, canta alcune strofe della canzone ‘Migranti’. Non tutta, perché non ce la fa più: “Non ho più la forza di cantare, non ho più la voglia. Alle 11 di mattina mi va via la voce. Il futuro? Come scrittore, prossimamente uscirà un altro mio romanzo. Le canzoni per me appartengono al passato”. Spicca l’assenza, tra i due volumi, de ‘La Locomotiva’, uno dei pezzi storici del ‘Maestrone’ di Modena “Ci sono alcuni pezzi che è difficile rifare, che si portano dietro la personalità di chi li canta- ammette Pagani- Il cantautorato è finito? Non sono d’accordo. la canzone d’autore è meno distribuita, è meno scelta. Servirebbe, da parte di chi propone le canzoni, guardare meno le classifiche”.

A proposito di classifica, anche se “qualcuno mi è piaciuto di più, qualcuno meno”, Guccini alla fine mette d’accordo tutti: “Mi sono piaciuti tutti allo stesso modo. Le mie canzoni cantate dalle donne? Non c’è differenza tra un uomo e una donna”. In questo secondo volume hanno cantato le canzoni di Francesco Guccini: Zucchero (Dio è morto), Fiorella Mannoia (Signora Bovary), Emma e Roberto Vecchioni (Autunno), Vinicio Capossela (Vedi cara), Gianna Nannini (Quello che non…), Jack Savoretti (Farewell), Levante (Culodritto), Mahmood (Luna fortuna), Petra Magoni (Canzone di notte n.2), Ermal Meta (Acque), Fabio Ilacqua e Mauro Pagani (Canzone delle domande consuete) e I Musici (Migranti). Anche la copertina di questo secondo capitolo è un’opera realizzata da Tvboy, che si è ispirato al Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo, con gli artisti protagonisti dell’album come i lavoratori dell’opera oggi esposta al Museo del Novecento di Milano.

LA POLITICA E I MIGRANTI

Più che chiedere ‘cosa manca alla politica’ per affrontare in maniera efficace il tema dei migranti “io mi chiederei cosa manca alla gente?’, perché certe forze politiche basano le loro azioni su questo tema su ciò che pensa la gente: se da un’analisi demoscopica emerge che la gente la pensa in un certo modo, loro agiscono di conseguenza, ma questa non è politica, è populismo”, ha dichiarato Guccini. Il cantautore ‘punta il dito’ contro la gente che “a volte si professa anche fortemente cattolica, ma poi quando si parla di migranti mostra di ‘avere dei dubbi'” e che soprattutto “non legge quasi più e non approfondisce”, consentendo a certa politica di “fare leva” su questa ignoranza. E questa superficialità, secondo il cantautore, è “l’aspetto più grave” quando si affronta il tema dell’immigrazione.

 

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7 Ottobre 2020
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