Cultura, Safran Foer: “Salviamo il pianeta smettendo di mangiare carne”

Ecco i quattro "comandamenti" per salvare il pianeta, secondo lo scrittore statunitense Jonathan Safran Foer
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ROMA – Cambiare stile alimentare, mangiando meno prodotti di origine animale; vivere senza macchina, usare il meno possibile l’aereo e fare meno figli. Sono i quattro “comandamenti” per salvare il pianeta, secondo Jonathan Safran Foer.

Lo scrittore statunitense ha portato al Festivaletteratura di Mantova la sua lotta contro i cambiamenti climatici. In una piazza Castello gremita, con lunghe code fin dal mattino, Safran Foer ha presentato il libro ‘Possiamo salvare il mondo, prima di cena’ (Guanda), ragionando sui sacrifici necessari perché la Terra continui a essere una casa ospitale per tutte le specie.

La domanda da cui parte il ragionamento è: siamo sicuri che i nostri gesti quotidiani siano corretti per la salute del pianeta e non sia possibile invece fare altro? L’invito è quindi a ripensare radicalmente alle azioni che, come singoli individui e come comunità, è necessario compiere per invertire la rotta di una situazione che sembra già essere alla deriva.

“Se vogliamo cambiare il futuro del nostro pianeta, la prima cosa che ognuno di noi può fare è modificare la propria alimentazione- ha detto Safran Foer – Un terzo delle emissioni globali è causato dagli allevamenti animali. E’ una cosa che chiunque di noi può fare. E’ una via intermedia tra non fare nulla e fare tutto. Quindi cominciamo con il fare qualcosa, cambiare stile alimentare, dipende da ognuno di noi”.

Secondo lo scrittore statunitense, i cambiamenti climatici “non sono una malattia che può essere gestita, ma sono come un tumore maligno che deve essere rimosso prima che sia fatale”.

Il pubblico dei lettori ha risposto positivamente all’invito dello scrittore, ma in generale questa edizione del Festivaletteratura è stata più attenta ai gesti da mettere in pratica per salvaguardare l’ambiente. Basti pensare che ai centinaia di volontari e giornalisti sono state consegnate all’arrivo delle borracce per l’acqua, anziché le famigerate bottigliette di plastica.

La giornata di oggi è dedicata anche ad altri due grandi scrittori: la messicana Valeria Luiselli, che presenterà il suo libro ‘Archivio dei bambini perduti’ (La Nuova Frontiera) mentre nel pomeriggio ci sarà il ritorno dello scrittore israeliano Abraham B. Yehoshua che, affiancato dal giornalista Wlodek Goldkorn, parlerà di identità nazionale, progetti futuri e multiculturalismo.

In serata, poi, sarà la volta dello spagnolo Manuel Vilas, autore del caso letterario “In tutto c’è stata bellezza” (Guanda) che racconterà di ciò che rimane dopo la perdita degli affetti e di come la letteratura possa aiutarci a trovare, per il nostro passato, un posto nel nostro presente. A dividere il palco con lui sarà Donatella Di Pietrantonio.

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7 Settembre 2019
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