VIDEO | Mercatone Uno, appello a Pd-M5s: “Fate pace col cervello”

Mentre Pd e M5s da giorni si rinfacciano a vicenda le responsabilità di essere arrivati alla situazione attuale, a Bologna i lavoratori scendono in piazza sotto la Prefettura
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ROMA – Oggi i lavoratori coinvolti dalla crisi della Mercatone Uno hanno manifestato con Cgil, Cisl e Uil sotto la Prefettura di Bologna e in piazza si sono fatti vedere alcuni esponenti sia del Pd che del M5s. Forze politiche che, da giorni, tendono a rinfacciarsi a vicenda le responsabilità che hanno portato alla situazione attuale. Ma il messaggio che circola tra i lavoratori è abbastanza chiaro: “Speriamo facciano pace con il cervello e si mettano d’accordo per risolvere le cose“, afferma una dipendente con 24 anni di Mercatone Uno alle spalle.

 

In piazza, per quanto riguarda il Pd, si sono visti tra gli altri il parlamentare Luca Rizzo Nervo, il segretario regionale Paolo Calvano, quello provinciale Luigi Tosiani, il capogruppo comunale Claudio Mazzanti e quello metropolitano Raffaele Persiano. Per il M5s c’era la consigliera regionale Silvia Piccinini. Al presidio ha partecipato anche la consigliera comunale Emily Clancy di Coalizione civica. I lavoratori, per lo più, si sono soffermati a parlare con l’assessore comunale al Lavoro, Marco Lombardo, che poi ha accompagnato una delegazione sindacale all’incontro con il sindaco Virginio Merola.

Il ministro Luigi Di Maio “ieri ha fatto un post su Facebook per dire che è pronto un fondo di 30 milioni, ma credo che i lavoratori in questo momento– punge Lombardo- abbiano bisogno di fatti e non di promesse“.

Piccinini, poco più in là, spiega di essere al presidio “per manifestare vicinanza ai lavoratori e far sapere loro che lo Stato c’è”. Di Maio “si è già mosso”, sottolinea la consigliera grillina: sia sul fronte fornitori che su quello delle tutele per i lavoratori. “Nonostante tutta la strumentalizzazione che è stata fatta- aggiunge Piccinini- in realtà il Movimento c’è, si sta muovendo e ci muoveremo anche in Regione”: in questo caso, l’obiettivo è fare in modo di “dare assistenza e tutelare” anche i clienti che hanno pagato la merce senza riceverla.

 

“C’è bisogno di continuare con un lavoro puntuale di tutti, la Regione, i parlamentari e soprattutto il Governo- dichiara Rizzo Nervo- per trovare una soluzione e dare risposte concrete, fuori da qualunque polemica e discussione sulle responsabilità. Il momento per quello verrà, ma adesso è il momento di trovare soluzioni”.

Che poi è quello che a gran voce chiedono i dipendenti. “Più che pensare alle responsabilità di chi o di cosa, qualcuno deve prendere in mano la situazione a prescindere dai colori e dalle bandiere”, manda a dire una manifestante. “Non si tratta di destra o sinistra, si tratta del fatto che gli organi competenti devono trovare una soluzione per ridarci il lavoro- afferma una collega- perchè non dobbiamo essere noi a pagare per errori di altri. Che destra e sinistra si uniscano e trovino una quadra”. Risolvere questa crisi “è questione di dignità, noi- sottolinea una lavoratrice- non vogliamo stare sulla schiena dello Stato ma solo lavorare, come abbiamo sempre fatto”.

Al presidio (convocato da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs) i lavoratori hanno partecipato con striscioni, bandiere e tamburi, rallentando il traffico sotto la Prefettura. I dipendenti della Mercatone Uno hanno anche effettuato un breve corteo lungo il perimetro di piazza Roosevelt, attendendo così le delegazioni sindacali che sono state ricevute prima in Comune e poi in Prefettura.

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7 Giugno 2019
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