Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Nave di Open Arms bloccata nel Mediterraneo da “problemi burocratici”: 105 migranti all’addiaccio

Centocinque migranti soccorsi ieri da un veliero di 30 metri dell'ong Proactiva Open Arms sono all'addiaccio da oltre 24 ore in attesa di un'autorizzazione perche' possano essere trasferiti in sicurezza
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Centocinque migranti soccorsi ieri da un veliero di 30 metri dell’ong Proactiva Open Arms sono all’addiaccio da oltre 24 ore in attesa di un’autorizzazione perche’ possano essere trasferiti in sicurezza: lo denuncia l’ong spagnola, condividendo fotografie e testimonianze sui social.

Secondo la ricostruzione di Proactiva, il suo veliero Astral ha soccorso i naufraghi a 12 miglia dalla costa libica sulla base di una richiesta di intervento urgente avanzata dalla Guardia costiera italiana.

Da questa mattina alle sei i soccorritori si troverebbero “in un punto concordato” per il trasferimento dei migranti a bordo di Aquarius, un traghetto di 70 metri dell’ong Sos Mediterrane’e che sarebbe attrezzato per gestire l’emergenza.

Mancherebbe pero’ un’autorizzazione formale al trasferimento, con la Guardia costiera libica che rivendica il diritto di intervento nelle emergenze.

“Nulla dovrebbe esser d’ostacolo – si legge sull’account Twitter di Proactiva – quando in gioco ci sono vite umane”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»