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Il Veneto sale a cavallo, largo alle ippovie

Ieri la Regione Veneto ha approvato una norma per l'incentivo e lo sviluppo delle ippovie
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VENEZIA – Il turismo equestre sta crescendo sempre più, è un tipo di turismo slow e green che ha anche una valenza sociale, fa bene al territorio e si porta dietro un’ampia serie di attività collaterali che creano posti di lavoro ed entrate economiche. Pertanto la Regione Veneto lo incentiverà e punterà sullo sviluppo delle ippovie. Questo in sostanza quanto previsto dalla norma presentata dal consigliere regionale Maurizio Conte (Forza Italia), approvata ieri dall’aula. La legge definisce cosa si intende per turismo equestre includendo anche le attività effettuate con muli e asini, prevede che si realizzi un censimento delle ippovie già esistenti, la riapertura e la manutenzione di mulattiere, sentieri, tratturi, piste ed il completamento dei tragitti dove necessario, la realizzazione di green way non asfaltate aperte al transito dei mezzi non motorizzati, la modifica delle piste ciclo pedonali per favorire il passaggio anche dei cavalli.

Inoltre sono previste agevolazioni per chi dovesse aprire punti di ristoro lungo i percorsi, con la possibilità di recuperare fabbricati esistenti. Viene poi definito cosa siano i centri ippici e l’ippoterapia, compresi i requisiti necessari per poterla effettuare. Tutto sommato veloce la discussione, che procede liscia se non per un piccolo battibecco tra Sergio Berlato (Fdi) e Andrea Zanoni (Pd). Il primo ha infatti richiesto ed ottenuto in commissione che la legge preveda il divieto di realizzare nuove ippovie a meno di 150 metri dalle postazioni venatorie, ed il secondo ha presentato un emendamento per eliminare la clausola. Anche Patrizia Bartelle (M5s), ha chiesto e ottenuto di sottoscrivere l’emendamento di Zanoni, che l’aula ha però bocciato.

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