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Covid, a Firenze ospedali sotto pressione. I medici: “Disastro organizzativo, serve personale”

terapia intensiva ospedale coronavirus
La rete territoriale "la grande sconfitta di questa fase. Medicina del territorio abbandonata, medici di famiglia disperati"
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FIRENZE – “Siamo di fronte ad un disastro organizzativo a tutti i livelli. Europeo, nazionale e regionale. Due anni di pandemia non ci hanno insegnato niente e ci ritroviamo in un momento di difficoltà enormi, ancor maggiori se possibile di quelle del passato. Le assunzioni sono state poche. L’obbligo vaccinale è stato imposto tardi. La medicina del territorio abbandonata”. Le sferzate arrivano dal presidente dell’Ordine dei medici di Firenze, Piero Dattolo. “Basta andare negli ospedali per capire la gravità della situazione: reparti pieni, pronto soccorso al limite della capienza. Il tutto complicato e aggravato dai contagi dei medici e degli infermieri che riducono ancora di più il personale. Per fortuna la malattia è virata, è difficile trovare quadri gravi come quelli di un anno fa. E i quadri più gravi, quelli che vanno in rianimazione, sono no vax o persone con pluripatologie”. Allora, prosegue, “la prima domanda è: perché queste persone non sono curate a casa? Perché la medicina del territorio non esiste, i medici di famiglia sono stati abbandonati a sé stessi. Io ricevo telefonate di medici di famiglia disperati, che devono rispondere a 300 telefonate al giorno di persone che chiedono anche se l’unghia incarnita del figlio ha a che fare col Covid e quindi rischiano di non poter rispondere e visitare chi ha realmente bisogno. Aspettiamo questo Pnrr, ma ho molti dubbi che la situazione possa migliorare”.

Secondo Dattolo è la rete territoriale “la grande sconfitta di questa fase. Medicina del territorio abbandonata, medici di famiglia disperati, veramente eroi salvo qualche eccezione che non fa che confermare la regola. E quindi cittadini che non sanno cosa fare e vanno al pronto soccorso. Che è in difficoltà grave: i medici non ci vogliono più stare, gli infermieri sono oberati e preoccupati”. Inoltre, “il pronto soccorso non può far altro che ricoverare le persone, perché sul territorio non ci sono strutture idonee e capaci di accogliere”. Gli ospedali “sono pieni di ricoveri spesso anche evitabili, di persone che potrebbero essere curate altrove. E i ricoveri di persone che senza l’assistenza ospedaliera rischiano di morire, si rischia di non poterli fare. In 30 anni che faccio il nefrologo è la prima volta che sto vedendo persone morire di insufficienza renale, non mi era mai capitato. E così via. L’infarto del miocardio è aumentato, gli ictus sono aumentati, si muore molto di più per patologie no Covid”, prosegue Dattolo. Che intercetta nel ritardo delle assunzioni “il problema più grave. Abbiamo avuto due anni per assumere medici e infermieri e non l’abbiamo fatto se non in maniera parziale. Il governo ha messo pochi soldi per le assunzioni dei medici“, quindi per la Regione “non si poteva assumere, l’organico doveva rimanere quello del 2019. Per questo devo ringraziare, sia personalmente sia professionalmente, Federico Gelli che, il 4 gennaio, ha emanato una direttiva che sbloccherebbe le assunzioni ‘ove necessario’ per tutte le Asl, sottolineando fra l’altro che le assunzioni per il Covid e quelle per garantire i servizi essenziali ai cittadini, non fanno parte del bilancio corrente, sono extra. E speriamo che su assunzioni e riorganizzazione si vada avanti”.

Questo, conclude Dattolo, “è fondamentale per continuare ad avere un sistema sanitario nazionale e regionale universale e gratuito per tutti. Che curi chi ha bisogno”. Infine, “in una situazione del genere ci si mette anche la burocrazia: il decreto legge dello scorso 26 novembre, scritto in maniera a dir poco confusa, ha messo in mano agli ordini provinciali la verifica ed eventuale sospensione delle inosservanze vaccinali dei propri iscritti, dopo che Regioni e Asl avevano fallito. E’ un problema enorme. Ci sono arrivate segnalazioni su 914 medici che non avrebbero ottemperato agli obblighi e in realtà sono quasi tutti in regola. La rigidità dei sistemi informatici è un grosso problema, ci costringe a mandare delle diffide a persone che non risultano in regola con l’obbligo vaccinale, ma solo per problemi nei database”, denuncia Dattolo.

IN TOSCANA OGGI 13 DECESSI, CONTINUANO A SALIRE I RICOVERI: +65

Sono 13 i decessi per Covid registrati dalla Regione Toscana: 6 uomini e 7 donne con un’età media di 75,9 anni. Stando al bollettino diffuso da palazzo Strozzi Sacrati, le persone attualmente positive sono 151.568, +4,1% rispetto a ieri. I ricoverati sono 1.066 (+65), di cui 108 in terapia intensiva (+10). Facendo riferimento al grafico diffuso dal governatore Eugenio Giani sui propri canali social, con i nuovi ingressi il tasso di saturazione nelle rianimazioni si assesta al 18,95%; quello in area medica (958 posti letto occupati) al 19,03%. L’età media dei 7.567 positivi odierni è di 39 anni circa (20% ha meno di 20 anni, 29% tra 20 e 39 anni, 33% tra 40 e 59 anni, 13% tra 60 e 79 anni, 5% ha 80 anni o più). Complessivamente, 150.502 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (+5.889). Le quarantene, invece, sono 38.342: 3.018 in meno rispetto a ieri (-7,3%).

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