“Violate regole sul debito”: la Commissione Ue pronta alla procedura d’infrazione contro l’Italia

Ma il premier Giuseppe Conte si dice ottimista: "Faro' il massimo sforzo per scongiurare una procedura che sicuramente non fa bene al paese"
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ROMA – Il parametro del debito “non è stato rispettato dall’Italia”. “La regola del debito non viene osservata e una procedura sul deficit basata sul debito è giustificata”. E’ quanto emerge dal rapporto della Commissione europea sul pacchetto di primavera.

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Stando alle raccomandazioni della Commissione Europea, la “crescita si è interrotta” e c’è stato “un aumento degli interessi” sui titoli di Stato. Il debito italiano continua a salire e nel 2020 è stimato al “135%”. Inoltre “l’avanzo primario declina e le privatizzazioni non sono state attuate a pieno”.

“L’Italia- si legge ancora- ha compiuto progressi limitati nell’affrontare le raccomandazioni del 2018 della Commissione europea e l’agenda di riforme strutturali delineata nel Pnr 2019 contiene solo misure frammentarie basate su riforme passate in aree diverse e una marcia indietro su elementi importanti di riforme adottate in passato”.

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Bruxelles si riferisce a Quota 100 che mette a rischio “la sostenibilità a lungo termine” del sistema previdenziale. Le autorità europee temono che il debito pubblico italiano possa “incidere negativamente sul potenziale di crescita dell’Italia”.

Secondo la Commissione, “il debito pubblico italiano rimane una delle principali fonti di vulnerabilità per l’economia. Le misure recentemente adottate e le tendenze demografiche avverse in parte annullano gli effetti positivi delle passate riforme delle pensioni e indeboliscono la sostenibilità fiscale a lungo termine dell’Italia”.

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La sostenibilità fiscale è stata inoltre ostacolata dall’aumento “dei tassi di interesse sui titoli di stato osservato nel 2018 e all’inizio del 2019”.

Secondo i dati della Commissione europea il divario dell’Italia “rispetto all’indice di riferimento del debito” era pari al 7,6% nel 2018 e sarà di 9 punti di pil nel 2019 e del 9,2% nel 2020.

Inoltre, sulla base del programma di stabilità, spiega la Commissione, “l’Italia non pianifica di rispettare il benchmark di riduzione del debito nel 2019 (gap rispetto al benchmark del debito di 5,1% del pil) o nel 2020 (scarto rispetto al benchmark del debito del 4,5% del pil)”.

UE. CONTE: OTTIMISTA, MASSIMO SFORZO PER SCONGIURARE PROCEDURA

“C’e’ la prospettiva di una procedura ma io sono sempre determinato, ottimista e faro’ il massimo sforzo per scongiurare una procedura che sicuramente non fa bene al paese”. Cosi’ il presidente del consiglio Giuseppe Conte parlando a margine della visita istituzionale in Vietnam a proposito della possibile procedura d’infrazione che la Commissione europea potrebbe attivare.

UE. OETTINGER: SE NUMERI QUESTI, PROCEDURA INFRAZIONE INEVITABILE

“Se i numeri saranno confermati, non potremo sottrarci alla procedura di infrazione“: così in un’intervista all’emittente tedesca ‘N-tv’ il commissario Ue per il Bilancio, Guenther Oettinger.

“L’Italia non dovrebbe essere un rischio per l’Eurozona”, ha aggiunto Oettinger. L’intervista è stata pubblicata sul sito di ‘N-tv’ alla vigilia del collegio dei commissari in corso oggi a Bruxelles.

UE. MOSCOVICI: DEBITO ECCESSIVO ITALIA, SIAMO APERTI AL DIALOGO

”Il governo italiano dovrà dare le necessarie informazioni”. Cosí Il commissario UE agli Affari Economici Pierre Moscovici sul rischio dell’apertura della procedura di infrazione per debito eccessivo per l’Italia, in occasione della presentazione del bilancio annuale dei paesi Ue.

“Non siamo qui a dire dovete fare questo e quello”, ha continuato Moscovici, “siamo sempre pronti ad uno scambio di vedute su cifre ed elementi oggettivi, fatti che possono essere addotti dal governo italiano”.

Il commissario ha poi concluso, “la porta è aperta, siamo pronti ad uno scambio, il governo italiano deve dimostrare che la procedura per deficit eccessivo può essere evitata e come farlo”.

UE. DOMBROVSKIS: PER ITALIA ALTO RISCHIO PROCEDURA INFRAZIONE

“Il criterio del debito non viene osservato ed è quindi giustificata la procedura per debito eccesivo”. Cosí il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis, sull’Italia, che ha poi proseguito “non la stiamo aprendo oggi, prima gli stati membri devono esprimere la loro posizione sulla nostra conclusione”.

“Le recenti politiche economiche” ha osservato il commissario, “hanno causato danni per l’economia italiana. Oggi l’Italia paga in interessi sul debito tanto quanto spende per il sistema dell’istruzione. I costi sugli interessi sono di 1000 per persona, la crescita è quasi interrotta e alti tassi di interesse hanno aggravato la fiducia dei mercati. Bisogna rinnovare lo sforzo di riforma e non spendere se non c’è lo spazio fiscale per poterlo fare”.

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5 Giugno 2019
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