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Foggia, il sindaco di San Marco in Lamis rassicura: “Non ci sono le condizioni per dichiarare la zona rossa”

Lo dichiara alla Dire Michele Merla riassumendo il vertice sull'emergenza coronavirus che si è svolto questa mattina in prefettura a Foggia
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BARI – “Abbiamo chiesto e ottenuto che venga eseguito uno screening attraverso tampone a un maggior numero di cittadini. Abbiamo chiesto e ottenuto che ci vengano date delle mascherine, diventate introvabili in paese e inoltre davanti al nostro piccolo ospedale sarà montata una tenda per il pre-triage in cui verrano accolti e gestiti i casi sospetti”. Così, alla Dire, Michele Merla sindaco di San Marco in Lamis riassume quanto disposto, per fronteggiare l’emergenza coronavirus, dal vertice che questa mattina si è svolto in prefettura a Foggia.

Nel paese garganico è stato registrato il primo decesso da Covid- 19: un 75enne “molto noto in paese. Al suo funerale hanno partecipato tante persone”, spiega il primo cittadino. Da qui la richiesta di effettuare i test a un numero maggiore di persone. Il paese in provincia di Foggia conta 13500 abitanti e si teme che il numero dei contagiati possa aumentare.

“Ci sono diverse decine di persone in quarantena fiduciaria – continua – e molti ci hanno chiamato per dirci che hanno partecipato alle esequie o che sono state visitate dal medico che ha fatto visita anche al pensionato deceduto qualche giorno fa”.

Non ci sono le condizioni per dichiarare la zona rossa: “al momento tutto pare sotto controllo. Intanto abbiamo sanificato scuole, uffici pubblici, la biblioteca, le dieci chiese del paese e il convento di San Matteo”.

Duecento mascherine saranno consegnate a Palazzo di città. “Le daremo in primis a chi vive in condizioni precarie o difficili e magari deve spostarsi per fare terapie o sottoporsi a cure mediche. Loro sono la priorità. Poi vedremo come andrà nei prossimi giorni”, conclude Merla che alla domanda sulle sue condizioni di salute replica: “Sto bene, sto bene grazie”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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