Di Maio: “Lotti via, caso Raggi diverso”. Romano: “Da M5S doppia morale ributtante”

ROMA - "Non abbiamo chiesto le dimissioni del
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ROMA – “Non abbiamo chiesto le dimissioni del ministro Lotti perche’ e’ indagato altrimenti avremmo dovuto presentare decine di mozioni di sfiducia ai membri del governo Gentiloni. Noi abbiamo chiesto le dimissioni di Lotti perche’ in questo momento viene fuori un atteggiamento spregiudicato sia Di membri del governo sia Di quello che viene definito giglio magico sulla vicenda Consip. Finche’ non sara’ chiarita questa vicenda, questo ministro insieme al resto del ‘giglio magico’ devono restare lontani dalle istituzioni perche’ la loro spregiudicatezza e’ inquietante”. Lo dice Luigi Di Maio (M5s), il vice presidente della Camera, a margine dell’incontro con i lavoratori della K-Flex Di Roncello, come si vede in un video postato sul suo profilo facebook.

Anche la situazione della Raggi non e chiara, non dovrebbe stare anche lei lontana dalle istituzioni? “A me non risulta che abbiamo preso soldi da qualcuno che in questo momento sta in galera- aggiunge Di Maio-, non mi risulta che ci siano scandali di corruzione o rivelazioni di segreti istruttori, non mi risulta che ci sia niente di paragonabile. Se nell’ambito di un’inchiesta, ad esempio, viene fuori che qualcuno ha preso una bustarella non bisogna neppure aspettare un avviso di garanzia, quella persona va allontanata dalle istituzioni”.

A stretto giro, arriva la replica di Andrea Romano, deputato del Pd. “La spregiudicatezza di Di Maio è impressionante”, dice Romano. “Insinua che Lotti abbia preso delle bustarelle? Lo dica chiaramente. Ma quelli come lui, quelli come Di Maio distillano veleno lentamente, alimentando la cultura del sospetto, infangano con l’obiettivo di far dimenticare in che palude si trovano”.

“Hanno una sindaca plurindagata, attorniata da gente arrestata o indagata a sua volta. Firme false e parlamentari che fanno scena muta. Gente che non si è fatta scrupolo di uscire da un funerale recitando il mantra onestà, onestà quando già l’eco di quelle parole era omertà, omertà. A Quarto, a Palermo a Roma. I 5 stelle- conclude- sono portatori di una ributtante doppia morale”.

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