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Migranti, Nordio: “Su giudice di Catania ricorso in Cassazione”

"Abbiamo trovato delle criticità soprattutto nella interpretazione di alcune norme. È un problema squisitamente tecnico"

Pubblicato:04-10-2023 15:59
Ultimo aggiornamento:06-10-2023 18:19
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ROMA – La vicenda del Tribunale di Catania “richiede un approfondimento tecnico la cui risoluzione noi devolveremo alla Corte suprema di Cassazione”. Lo dice il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, durante in question time in Aula alla Camera, rispondendo a una interrogazione sulla riforma della giustizia e sui rapporti tra esecutivo e magistratura, alla luce di dichiarazioni relative a una recente decisione del tribunale di Catania in tema di migranti. Nordio aggiunge che “il ministero dell’Interno” guidato da Piantedosi “proporrà di concerto con noi il ricorso alla Cassazione”.

NORDIO: SENTENZA CATANIA PROBLEMA TECNICO, NO POLITICO

Durante il question time in Aula alla Camera il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sottolinea che il Governo “ha esaminato” la sentenza del Tribunale di Catania “con attenzione”. E precisa che il ricorso in Cassazione, di concerto con il Viminale, è stato deciso per dirimere “un problema esclusivamente tecnico”. Nordio spiega: “Abbiamo trovato delle criticità soprattutto nella interpretazione di alcune norme, che sono complesse perché la disapplicazione dell’atto amministrativo da parte del giudice risiede addirittura in una norma del 1865, la famosa abolizione del contenzioso amministrativo. Qui è stata citata una norma della Corte costituzionale del 1988 sul conflitto di attribuzione e in un ‘non interdictum’ è stato definito il rapporto tra la legislazione nazioanale e la legislazione sovranazionale, e all’epoca c’era la Cee. Effettivamente si dice che il giudice può disapplicare questa norma” però “è anche vero” che in altre parti del provvedimento “vi sono una serie di distonie di ordine tecnico che noi stiamo valutando, abbiamo già valutato assieme al ministero dell’Interno” guidato da Matteo Piantedosi. Quindi, conclude Nordio, “è un problema squisitamente tecnico che non mette in discussione l’autonomia e l’indipendenza della magistratura. Il resto fa parte delle modalità di dialettica politica”.


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