Lavoro, Fortuna: “Ancora troppo ampio divario tra disoccupazione Italia e Ue”

Il tasso di disoccupazione italiana, in Europa, "è migliore soltanto di quello spagnolo e di quello greco. Deve diminuire", avvisa il rettore di Unicusano Fabio Fortuna
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ROMA – “I dati sono sostanzialmente stabili rispetto al mese precedente, ad eccezione del dato sul tasso di disoccupazione giovanile che è aumentato. Su base annuale invece i dati denotano un miglioramento, ma in una congiuntura come quella attuale è più significativo il raffronto mensile. Quindi non ci sono notizie molto positive, anche perché a livello europeo il nostro tasso di disoccupazione è migliore soltanto di quello spagnolo e di quello greco. C’è ancora un forte divario rispetto alla media dell’area Euro. E’ necessario migliorare decisamente e cercare di diminuire il tasso di disoccupazione soprattutto in riferimento alla componente giovanile”. Lo ha detto Fabio Fortuna, economista e rettore dell’Università Niccolò Cusano, intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus, in merito ai dati Istat sull’occupazione.

Sulla possibile richiesta di procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia da parte della Commissione Ue. “Bisogna tenere presente- ha spiegato- che l’Italia ha bisogno dell’Europa, ma anche l’Europa ha bisogno dell’Italia che, insieme a Francia e Germania, una delle nazioni che dovrebbe esercitare la leadership dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue. Credo che l’Ue possa avere un atteggiamento prudente e quindi non partire sparata verso la richiesta di procedura d’infrazione. In ogni caso va chiarito che la richiesta di procedura d’infrazione ha un iter fatto di vari passaggi, fino alla riunione dell’Ecofin che sarà chiamata a decidere. Fino a quel momento, anche in caso di richiesta di procedura d’infrazione, l’interlocuzione tra Italia e Commissione Ue potrebbe portare ad un’evoluzione positiva. Queste situazioni si sono già verificate, non è la fine del mondo– ha concluso Fortuna- però certamente i fattori di pericolo di quest’anno sono più elevati rispetto a quelli che abbiamo vissuto in situazioni precedenti”.

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4 Giugno 2019
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