Riammesso in manovra l’emendamento sulla patrimoniale, Orfini-Fratoianni: “Ora si discuta”

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"La nostra è una proposta redistributiva” della ricchezza e “il Governo non dovrebbe alzare un muro come fa la destra"
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ROMA –  L’emendamento alla manovra economica, a doppia firma Nicola Fratoianni (Leu)- Matteo Orfini (Pd), per introdurre in Italia una tassa patrimoniale sui grandi patrimoni, redistribuendo le entrate per abbassare altri tipi di imposte, e’ stato riammesso in commissione Bilancio. Ne danno notizia i due presentatori durante una conferenza stampa a alla Camera. La proposta prevede di abolire Imu e imposte di bollo sui conti correnti, introducendo una patrimoniale, con aliquota progressiva dallo 0,2 al 3%, sui grandi patrimoni la cui base imponibile e’ costituita da una ricchezza netta superiore a 500.000 euro derivante dalla somma delle attivita’ mobiliari ed immobiliari al netto delle passivita’ finanziarie. Orfini e Fratoianni accolgono con soddisfazione la notizia e rilanciano: “Ora si discuta nel merito”. Per l’esponente di Leu “adesso si deve costruire un fronte di consapevolezza e buon senso, penso che ci siano le condizioni. Credo che sia difficile immaginare che chi ha quel tipo di patrimonio non possa pagare una tassa di poche decine di euro. L’obiettivo- aggiunge- non e’ solo alzare una bandiera, non siamo alla ricerca di visibilita’, qualcuno puo’ dire che non e’ lo strumento piu’ efficace, noi siamo disposti a discuterne. Per questo abbiamo avanzato una proposta”. Per Matteo Orfini la riammissione dell’emendamento alla legge di Bilancio alla Camera “fa giustizia di una valutazione abbastanza curiosa” sulla non ammissibilita’ decisa ieri dalla Commissione “eravamo certi che l’emendamento sarebbe stato riammesso– aggiunge- Questo ci aiutera’ a discuterne. Se non ci fosse stato l’emendamento tabu’ di Nicola Fratoianni non si sarebbe entrati nel merito. La nostra e’ una proposta redistributiva” della ricchezza e “il Governo non dovrebbe alzare un muro come fa la destra ma discuterne nel merito”. Quanto alla decisione di ieri sulla non ammissibilita’, contro cui Fratoianni e Orfini hanno fatto ricorso, l’esponente Pd osserva: “Voglio sperare che quella scelta sia stata figlia del sovraccarico degli uffici della Commissione Bilancio dove sono arrivati migliaia di emendamenti. Come capita spesso quando bisogna dare tantissimi pareri in pochissimo tempi, capitano errori di valutazione tecnici”. 

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