VIDEO | Carceri, “Con Petralia forte segnale contro la mafia”

ll commento di Angela Salafia, deputata del Movimento 5 Stelle e membro della Commissione Giustizia e Commissione Antimafia
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ROMA – “In questo periodo ci sono stati casi di detenuti a cui sono stati concessi gli arresti domiciliari a causa dell’emergenza sanitaria, su questo bisogna fare chiarezza: i boss mafiosi non vanno ai domiciliari sulla base di un decreto o di una circolare, anzi il decreto ‘Cura Italia’ esclude espressamente che possano accedere ai benefici penitenziari i condannati per mafia o altri reati più gravi, per cui chi oggi afferma il contrario dice una falsità”. Lo precisa Angela Salafia, deputata del Movimento 5 Stelle e membro della Commissione Giustizia e Commissione Antimafia.

Interpellata dalla ‘Dire’, la parlamentare sottolinea che “i detenuti scarcerati sono ai domiciliari sulla base di una pronuncia autonoma dei giudici, in particolare dei magistrati di sorveglianza, dopo un attento esame delle condizioni di salute di coloro che ne hanno fatto richiesta. Su questo- osserva- il Ministero della Giustizia ha avviato verifiche ed accertamenti e la commissione Antimafia ha richiesto di poter esaminare gli atti per gli opportuni approfondimenti“.

Inoltre “con il decreto approvato dal Cdm diamo una risposta importante perchè si prevede che servirà il parere del Procuratore Antimafia per tutte le decisioni relative alle istanze di scarcerazione dei condannati per mafia”. Infine, prosegue, “accogliamo con favore l’indicazione da parte del Ministero della Giustizia di Bernardo Petralia e Roberto Tartaglia a capo e vice capo del DAP. Si tratta di due magistrati di altissimo profilo, da sempre impegnati in prima linea nella lotta contro la mafia. La loro presenza- conclude- compone un quadro nuovo per l’amministrazione penitenziaria e siamo sicuri che sapranno dare nuovo impulso all’ufficio; in un momento così delicato e importante del paese la scelta del ministero è un segnale molto importante”.

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