VIDEO | Coronavirus e mafie, Salafia (M5S): “Non gli permetteremo di speculare sugli imprenditori in crisi”

Salafia (Commissione Giustizia e Antimafia): "Le aziende rischiano che i loro soldi vadano nelle mani di organizzazioni criminali e usurai"
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ROMA – “In questi giorni alcuni magistrati hanno lanciato l’allarme sul rischio che le mafie possano mettere le mani sui soldi delle aziende in crisi in questa difficile situazione che stiamo attraversando, questo non deve assolutamente accadere”. Lo sottolinea Angela Salafia, deputata del Movimento 5 Stelle e membro della Commissione Giustizia e Commissione Antimafia.

I TENTACOLI DELLE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI

Interpellata dalla ‘Dire’, la parlamentare avverte: “Non dobbiamo permettere alle organizzazioni criminali di speculare sulle emergenza sanitaria e sulle difficili situazioni economiche in cui versano commercianti e imprenditori. È per questo che stiamo già lavorando per evitare che ciò possa accadere. Come ha detto anche il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che si è già attivato per trovare una soluzione a questo problema – ricorda Salafia – occorre garantire la legalità, senza, allo stesso tempo, appesantire la burocrazia delle imprese che intendono accedere a questi finanziamenti straordinari”. Quindi “a breve avremo un quadro più completo delle misure che potremo adottare”.

CONTRASTARE I FENOMENI USURAI

Altro fenomeno su cui non abbassare la guardia è quello “dell’usura, un fenomeno su cui è importante porre l’attenzione perché potrebbero esserne vittime molti imprenditori a causa dell’emergenza. Per questo – prosegue la pentastellata – va garantito l’accesso al credito in maniera chiara e trasparente e abbiamo chiesto maggiori controlli da parte delle forze di Polizia”.

Insomma “non dobbiamo permettere alle mafie di speculare sulla pelle degli imprenditori, continueremo a vigilare per tutelare tutti i cittadini, oggi più che mai, in questa difficile situazione”, conclude.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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