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Il record negato di Great, parla il padre dello ius soli sportivo: “Italiano a tutti gli effetti”

La 14enne, figlia di nigeriani, ha stabilito il primato nazionale di salto con l'asta outdoor. Ma, essendo minorenne, non ha ancora la cittadinanza italiana
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ROMA – E’ un record italiano a tutti gli effetti quello di Great Nnachi, la saltatrice 14enne nata a Torino da genitori nigeriani: parola di Bruno Molea, presidente dell’Associazione italiana cultura sport (Aics) nonché padre della legge sullo “ius soli” sportivo.

“E’ nata in Italia, è tesserata in società italiane, può partecipare a gare italiane… e il suo record non sarebbe italiano?” ha denunciato Molea. “Trovo tutto questo incomprensibile. Se la mia legge sullo ius soli sportivo lascia dei vuoti interpretativi, si ragioni con il buon senso: il record di Great Nnachi è italiano a tutti gli effetti”. La 14enne ha stabilito il primato nazionale femminile di salto con l’asta outdoor nella categoria delle cadette. Secondo la Federazione italiana di atletica leggera, il record non può però ancora essere considerato tale perché Nnachi, essendo minorenne, non possiede ancora la cittadinanza italiana. “I dubbi sul record sono assurdi – ha sottolineato Molea – e davvero impossibili da spiegare a una ragazzina che, nel suo nome, evidentemente già tradisce il suo destino: Great, grande”.

Rispetto allo ius soli sportivo, il presidente di Aics ha detto che la legge ha l’obiettivo di “porre le basi dello ius soli e di utilizzare lo sport come strumento di lotta contro ogni forma di discriminazione, specie tra i giovanissimi”. Da Molea, infine, un appello: “Laddove si può, si superino le indecisioni delle difficili interpretazioni legislative con il buon senso e seguendo sempre il faro della semplicità, dell’accoglienza e dell’avversione a tutto ciò che suona come una forma di discriminazione”.

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