VIDEO | Coronavirus, Savarese (Ifo Roma): “Telemedicina per follow up post emergenza”

"Pazienti oncologici molto spaventati, ma psicologicamente forti"
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ROMA – “Ho appena finito il mio turno di lavoro e ho visitato tanti pazienti. Non direi che ci sia un calo. Negli ambulatori, in questa emergenza, abbiamo sospeso i follow up non necessari, ma sono rimaste le prime visite. Anzi per le nostre chirurgie e’ aumentato il lavoro perche’ molti pazienti che devono essere operati vengono inviati all’Ifo da ospedali che sono punti Covid, anche a causa delle rianimazioni occupate dai contagiati”. A parlare con l’agenzia Dire, alla fine di una giornata di lavoro, e’ Antonella Savarese, oncologa ed esperta di tumori femminili dell’Ifo (Istituto Regina Elena e San Gallicano di Roma), polo oncologico di riferimento nazionale. L’oncologa ha spiegato quale sia l’impatto della pandemia sui pazienti oncologici e sui loro percorsi.

“Sono molto spaventati dal contagio, ma anche psicologicamente forti per cio’ che hanno affrontato. Spesso per loro e’ piu’ difficile non vedere il medico”. E’ questo lo sforzo che sta cercando di compiere l’Ifo, evitando per alcune tipologie studiate di casi l’accesso in ospedale, che e’ comunque “un bacino di contagio”.

I PAZIENTI

“I pazienti che accedono ambulatoriamente- ha spiegato Savarese– sono di due tipi. Quelli con trattamento oncologico in day hospital che stanno facendo una terapia complementare, come ad esempio quella per la calcificazione ossea, non certo una terapia per la cura del tumore, in questo periodo non li stiamo facendo venire. Per chi, invece, fa trattamenti orali stiamo provvedendo ad interviste telefoniche e dopo valutazione del singolo caso clinico, attraverso un parente possono venire a prendere il farmaco. La nostra farmacia si e’ anche attrezzata con una macchina che porta a domicilio la terapia”.

Stessa valutazione per “i soggetti a rischio e il follow up. Chiamando personalmente controlliamo il caso- ha sottolineato l’oncologa- e dopo un rapidissimo triage lo posticipiamo. Se il paziente ha altre criticita’ allora accede. L’Istituto- ha sottolineato- sta facendo anche un grande sforzo con una piattaforma telematica, prendendo in visione esami e attraverso un colloquio con il paziente, per organizzare il prossimo follow up ed evitare intasamenti alla fine dell’emergenza”. Resta la comune “nota dolente dei dispositivi di protezione. Abbiamo le mascherine chirurgiche per tutto il personale e per i pazienti ricoverati. Chi accede quotidianamente in ambulatorio ne viene provvisto da casa. Nei casi in cui il paziente dovesse avere dei sintomi e non ne fosse provvisto, gli viene data. Stiamo cercando di aumentare i nostri approvigionamenti- ha concluso Savarese– grazie anche ad alcune aziende farmaceutiche”.

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3 Aprile 2020
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