A Pesaro 99 studenti seduti in piazza chiedono la verità per Regeni

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I ragazzi del liceo scientifico Marconi e dell'artistico Marangoni hanno organizzato un flash mob per avere chiarezza sulla morte del ricercatore
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PESARO – Studenti pesaresi in piazza per ricordare Giulio Regeni a cinque anni dal ritrovamento del suo corpo in Egitto. Il flash mob, promosso questa mattina dai ragazzi del liceo scientifico Marconi con la collaborazione di quelli del liceo artistico Mengaroni, è stato animato da 99 studenti di tutte le scuole superiori pesaresi che, rispettando le regole di distanziamento, hanno portato banco e sedia per sedersi in piazza del Popolo come se stessero facendo lezione. Al centro un banco vuoto giallo (realizzato dagli studenti del Mengaroni) ad evocare la figura del ricercatore italiano scomparso nel 2016.

“Un’importante e significativa iniziativa- spiega il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci-. Dopo cinque anni di falsità, crediamo che si debba fare piena chiarezza su questa vicenda, come chiede la famiglia di Giulio, anche per fare rispettare le regole definite dalla convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura. Continuiamo a diffondere con forza ‘la voce’ di Giulio, la voce della verità”. Tra i momenti più commoventi il messaggio inviato dai genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni. Poi la telefonata dell’avvocato della famiglia, Alessandra Ballerini, le canzoni preferite del ricercatore scomparso interpretate dagli studenti del liceo musicale e i bigliettini per chiedere ‘Verità’ inviati alle istituzioni.

L’evento è stato patrocinato dal Comune di Pesaro. “Giulio ci ha lasciato una grande responsabilità: imporci, anche nel quotidiano, per conservare e preservare principi, diritti e doveri alla base dell’umanità- spiega il presidente del consiglio comunale, Marco Perugini-. Oggi ricorrono i cinque anni dal ritrovamento del suo cadavere. Pretendere verità e giustizia, ora, sempre. Grazie ai rappresentanti di istituto, a docenti e ai dirigenti scolastici del liceo Marconi di Pesaro, del liceo Mamiani e del liceo artistico Mengaroni per questa importante lezione. Lo dobbiamo per Giulio, per Patrik e per le loro famiglie”.

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