Rabbia o ragione? Il Premier incaricato in attesa dei click

L'editoriale di Nico Perrone per Dire Oggi
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ROMA – Una situazione imbarazzante. La procedura per la formazione del governo italiano è in stallo. In attesa del voto dei militanti del M5S, che domani sulla piattaforma Rousseau daranno il via libera (o no) all’intesa tra Pd e M5S. Insomma, qualche decina di migliaia di attivisti (tra i 20 e i 50mila quelli visti in passato, ndr) domani potrebbero sbarrare il passo al presidente incaricato, Giuseppe Conte, che da giorni sta cercando di rimettere a posto i pezzi di questa complicata alleanza. “Il trappolone è possibile” spiega una fonte del M5S, “anche se tutti noi siamo fiduciosi e pensiamo che alla fine Conte ce la farà” aggiunge.

 A preoccupare di più è la battaglia che si sta combattendo dietro le quinte del M5S. Da una parte Di Maio e Casaleggio, che a colpi di ultimatum mettono a serio rischio la nascita del nuovo esecutivo; dall’altra, il padre nobile e garante, Beppe Grillo, che appoggia senza riserve Giuseppe Conte spingendo il M5S a darsi da fare per costruire il nuovo centrosinistra. 

E se alla fine anche i militanti diranno sì, il nuovo Governo nascerà comunque fragile, perché al Senato i voti sono in bilico. Già il vecchio Governo M5S-Lega poteva contare solo su una manciata di voti in più. Ora, con la macchina leghista che si è messa in moto per acchiappare tutti i delusi del M5S promettendo mari e monti la situazione si complica ulteriormente. Toccherà a Conte trovare una soluzione, magari qualche incarico da sottosegretario potrebbe servire a convincere gli insofferenti. 

Intanto impazza il toto nomi dei nuovi ministri. Sono veramente tanti, troppi per un solo Governo. Ma c’è una spiegazione: “In questo modo tutti si sentono in corsa e quindi spingono verso la soluzione e non a complottare” spiega una fonte del M5S.

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2 Settembre 2019
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