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Da studenti algerini in Francia fundraising per ‘dare ossigeno’ al loro paese d’origine in lotta contro il Covid-19

A sostenere la campagna anche personaggi noti, come l'attrice Leila Bekhti e il calciatore Franck Ribéry. L'Algeria è uno dei Paesi del Nord Africa più colpito nelle ultime settimane
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ROMA – Studenti algerini in Francia hanno raccolto oltre 600mila euro per acquistare dispositivi medici e forniture per gli ospedali da inviare nel loro Paese di origine, sempre più in difficoltà nella lotta contro il Covid-19.

La campagna, coordinata da “un gruppo di lavoro” denominato Algerian Medical Network, è partita il 20 luglio. A sostenerla anche personaggi noti, come l’attrice Leila Bekhti e il calciatore Franck Ribéry.
Parte della somma sarà utilizzata per acquistare concentratori per l’ossigeno. Una seconda fase di mobilitazione, sempre sotto il segno della solidarietà, dovrebbe cominciare nei prossimi giorni.
La campagna è stata anche occasione di riflessione e dibattito.

Su Twitter, la ricercatrice Rim-Sarah Alouane ha denunciato il “completo fallimento del modello di governo algerino”, con “capi di Stato che possono farsi curare all’estero mentre i cittadini in patria lottano per avere medicine e ossigeno”. A chiedere di contribuire è stata anche Amina Afaf Chaieb, amministratrice delegata di Savvier, che si rivolta nello specifico alla “diaspora”. Le prime consegne finanziate dalla campagna, qualche giorno fa, erano destinate a 20 ospedali in diverse città, da Tlemcen a Bejaia.

Insieme con la Tunisia, l’Algeria è uno dei Paesi del Nord Africa più colpito dal Covid-19 nelle ultime settimane. L’anno scorso il presidente Abdelmadjid Tebboune, positivo al nuovo coronavirus, era stato ricoverato in un ospedale della Germania per settimane.

Di recente, a documentare l’emergenza Covid è stato anche un video pubblicato dal portale di informazione Tout sur l’Algérie (Tsa). Nel filmato si vede la ressa degli infermieri all’arrivo di alcune bombole d’ossigeno nell’ospedale di Ain Taya, in un quartiere orientale di Algeri.
Su Twitter, la giornalista e analista Yasmina Allouche ha commentato: “Questa è la capitale, figuriamoci il resto del Paese dove nessuno può andare a farsi curare in Germania”.


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