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La senatrice Conzatti: “Più potere ai giudici nelle cause di affido di minori”

La senatrice di Italia Viva, segretaria della commissione d'inchiesta sul Femminicidio, definisce "strategici" gli emendamenti alla riforma del processo civile presentati sulla materia della violenza domestica e l'affido dei minori in contesti di violenza
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ROMA – “Come commissione d’inchiesta sul Femminicidio abbiamo fatto relazioni e audizioni su specifici temi e abbiamo una conoscenza approfondita dei singoli argomenti sulla materia della violenza domestica e dell’affido dei minori in contesti di violenza. I nostri emendamenti sono importanti e si basano proprio sulle risultanze del nostro lavoro. Vogliamo aggiungere dei tasselli migliorativi alla riforma del processo civile. Del resto è emerso da una recente indagine della Commissione come nel civile ci sia una carenza di specializzazione sui temi della violenza domestica e di genere”. Alla Dire Donatella Conzatti, senatrice di Italia Viva e segretaria della commissione d’inchiesta sul Femminicidio, ha ribadito perché siano strategici gli emendamenti proposti che vanno ad integrarsi in una “riforma della giustizia che prevede già sulla violenza il massimo rispetto della Convenzione di Istanbul. Del resto sono convinta – ha aggiunto – che la ministra Cartabia e le relatrici abbiano molto a cuore il tema della violenza sulle donne”.

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Due i punti cruciali che si vogliono far passare: “Ampliare il potere del giudice civile affinché in via incidentale possa procedere all’accertamento dei fatti, laddove vi è denuncia di violenza, ascoltando la scuola, assumendo la documentazione del processo penale, sentendo testimonianze e soprattutto sentendo il minore, la cui posizione deve essere al centro di ogni decisione anche rispetto all’affido. Un altro tema è quello del criterio di scelta delle Consulenze tecniche d’ufficio che non può prescindere dalla specializzazione sul tema”.

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“Insieme alla ministra e ai relatori si può arrivare a una riformulazione seguendo queste priorità. Si può anche prevedere – rispetto al rischio remoto di false denunce strumentali – che il giudice, qualora accerti la non sussistenza del fatto, preveda un addebito di spese del procedimento“, ha concluso Conzatti rivolgendosi anche all’opposizione e ricordando che gli emendamenti proposti dalla commissione Femminicidio sono “trasversali” perché sostenuti dagli esponenti di molte forze politiche. “Massima apertura al dialogo quindi ma resta importante – ha concluso- che si faccia tesoro del lavoro della Commissione”.

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