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Ex Ilva, dal 5 aprile altre 13 settimane di cassa Covid per i lavoratori

I sindacati: "ArcelorMittal ha preferito ancora una volta evitare una discussione con le rappresentanze per proseguire in maniera unilaterale nella gestione della cassa integrazione"
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BARI – ArcelorMittal ha reso noto ai sindacati l’avvio delle procedure di cassa integrazione covid a partire dal 5 aprile per una durata di 13 settimane. Gli assetti di marcia saranno così regolamentati: dal 9 aprile fermata di 60 giorni per l’altoforno 4 che determina lo stop dell’acciaieria 1 per il 10 e 11 aprile. È prevista per il 19 aprile la ripartenza del reparto Tla per un periodo di 4/5 settimane con un un rientro di 30 lavoratori della manutenzione e della torneria cilindri. Il reparto Laminatorio a freddo proseguirà con la marcia del decatreno e decappagio mentre per il tubificio Erw sono previste attività di prove impianto e dalla prossima settimana è previsto un rientro di 10 lavoratori.

L’azienda, tramite i responsabili del personale ha comunicato che “qualora i lavoratori dovessero programmare le ferie, il primo giorno risulterebbe cassa integrazione. Pertanto, in merito alla gestione delle ferie i lavoratori devono eseguire la procedura di programmazione ferie attraverso il modello aziendale che deve essere compilato e fatto firmare dai preposti. Successivamente, nel caso in cui riscontreremo tali anomalie, raccoglieremo tutta la documentazione per inoltrare denuncia all’Inps”, scrivono Fim, Fiom e Uilm evidenziando che “l’azienda ha preferito ancora una volta evitare una discussione con le rappresentanze dei lavoratori per proseguire in maniera unilaterale nella gestione della cassa integrazione con causale Covid-19”.

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