Processo Genesi, a Petrini “soldi, favori, champagne e gamberoni”

È quanto scritto nelle motivazioni depositate dal giudice del rito abbreviato che ha condannato a 4 anni e 4 mesi di reclusione l'ex giudice della Corte d'appello di Catanzaro
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REGGIO CALABRIA –  “Le condotte oggetto di contestazione sono, con due sole eccezioni, dimostrate anche perché sono state oggetto delle convergenti confessioni provenienti sia dal magistrato corrotto, Marco Petrini, che dai privati corruttori, ossia Santoro Emilio detto Mario, e Saraco Francesco”. È quanto scritto nelle motivazioni depositate dal giudice del rito abbreviato Vincenzo Pellegrino che a Salerno ha condannato, tra gli altri, l’ex giudice della Corte d’appello di Catanzaro Marco Petrini (4 anni e 4 mesi di reclusione), coinvolto nel processo Genesi sul giro di corruzione negli uffici giudiziari del capoluogo calabrese.

Il gup di Salerno ha accertato il giro di “soldi, vino, champagne, prestiti, favori e corruzione, regali, gamberoni, casse di vino, assegni in bianco e ancora denaro” che ha interessato per diverso tempo l’operato di Petrini. Nello stesso procedimento sono stati condannati il medico Emilio Santoro (3 anni e 2 mesi), l’avvocato Francesco Saraco (1 anno e 8 mesi, con pena sospesa). Il processo Genesi e’ scaturito a seguito dell’inchiesta avviata nel mese di gennaio del 2020 con 15 indagati, ritenuti di far parte di un sistema corruttivo all’interno delle aule di giustizia di Catanzaro.

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