Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Orrore a Varese, papà uccide il figlio di 7 anni

carabinieri
Giannone (Forza Italia): "Non si può morire per la bigenitorialità a tutti i costi"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Un bambino di sette anni è stato ucciso dal padre a Morazzone, nel varesotto. L’uomo, Davide Paitoni, ha successivamente provato anche ad uccidere la sua ex moglie, che si trovava in casa dei genitori in un’altra località. Paitoni, arrestato dopo un lungo inseguimento, era già ai domiciliari per reati contro la persona: aveva ferito a coltellate un collega. Nonostante questo, il bambino aveva passato con lui il giorno di Capodanno.

GIANNONE (FI): “NON SI PUÒ MORIRE A 7 ANNI PER BIGENITORIALITÀ A TUTTI I COSTI”

“Sono profondamente amareggiata per quanto accaduto a Varese. Un bambino non deve mai essere affidato ad un genitore violento, non ci sono sconti che tengano, nessuna eccezione, il diritto alla bigenitorialità deve per forza cedere di fronte al diritto di un minore ad essere tutelato! Perché in gioco c’è la vita di un bambino, e ora questo bambino non c’è più”, è il commento, in una nota la deputata di Forza Italia Veronica Giannone, Segretario della Commissione Infanzia e Adolescenza e componente della Commissione Giustizia.

Sono anni che chiedo la sospensione della responsabilità genitoriale in tutti i casi di violenza, di maltrattamenti, di minacce, di stalking, anche se non c’è stata condanna definitiva, seguendo un principio di buon senso e precauzione, ma purtroppo l’applicazione scorretta e distorta della legge sulla bigenitorialità, fa sì che tanti bambini siano costretti a passare del tempo, -anche contro la propria volontà-, con un genitore violento e pericoloso, spesso purtroppo il padre. Lancio un appello alla Ministra della Giustizia Cartabia, chiedendole di intervenire con urgenza per fermare queste morti annunciate. Non si può più perdere tempo, inutile continuare a dire di voler tutelare le donne e i loro figli dai femminicidi se poi continuano ad accadere questi fatti! Se le leggi non vanno bene devono essere cambiate velocemente. Altrimenti le Istituzioni tutte si rendono complici di tali orrori, e questo non è ammissibile in un paese che si vanta di tutelare i diritti dei più deboli”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»