Roma, vaccino anti Covid al Santo Spirito: al via la somministrazione in ospedale

Oltre il 90% del personale ha già aderito su base volontaria, ma la Asl punta alla copertura totale
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ROMA – Sono partite le vaccinazioni anche all’Ospedale Santo Spirito, nell’Asl Roma 1, che comprende i municipi centrali 1, 2, 3 e 14, 15; tre ospedali a gestione diretta, per 1 milione di abitanti. Al Santo Spirito hanno iniziato in realta’ il 31 dicembre, lavorando anche il primo giorno del 2021, ed oggi. Il Santo Spirito su Lungotevere in Sassia, vicino San Pietro, e’ il secondo ospedale della Asl ad aver avviato la vaccinazione agli operatori sanitari. Il Santa Maria della Pieta’, sempre nell’Asl Roma 1, ha iniziato il 28 dicembre, giorno in cui il team vaccinale ha somministrato 80 dosi.

Il primo vaccinato al Santa Maria della Pieta’ e’ stato Enrico De Rosa, direttore del Servizio di igiene e Sanita’ pubblica, colui che ha gestito il primo driver-in della Regione Lazio, aperto nel marzo scorso. Oggi invece sono stati sottoposti alla somministrazione diversi medici ed infermieri del personale sanitario dell’ospedale Santo Spirito, in particolare del Pronto Soccorso; personale che ha aderito su base volontaria, oltre il 90% per ora. Ma la Asl punta, e sta lavorando, affinche’ si arrivi alla copertura totale. Lo scorso anno con la vaccinazione antinfluenzale si e’ partiti con il 90%, arrivando in breve tempo al 100%. C’e’ speranza.

ASL ROMA 1: NESSUNA DOSE RESTA IN FRIGO, SISTEMA TRACCIAMENTO CAPILLARE

Al via le vaccinazioni contro il CoViD anche nell’Ospedale Santo Spirito, nella Asl Roma 1, guidata dal direttore generale Angelo Tanese. Lunedi’ 28 dicembre le somministrazioni sono partite al Santa Maria della Pieta’, sede anche del primo drive-in della Regione Lazio costituito ad inizio dell’emergenza. Il 31 dicembre, il primo dell’anno e oggi 2 gennaio e’ stata la volta del Santo Spirito e lunedi’ 4 gennaio si iniziera’ a vaccinare anche al San Filippo Neri, i tre ospedali a gestione diretta dell’Asl Roma 1. Un territorio che raccoglie almeno un milione di abitanti e cinque municipi romani.

Dottor Tanese, quale adesione tra il personale sanitario al vaccino anti-Covid Pfizer?

“Siamo gia’ al terzo giorno e l’adesione e’ molto buona, intorno al 90%. Questo e’ una postazione che servira’ a vaccinare gli operatori dell’ospedale ma nei giorni e nelle settimane successive diventera’ anche un centro vaccinale per aiutare la campagna di somministrazione dell’Asl Roma 1”.

Avete quindi gia’ il frigo-congelatore per conservare il vaccino Pfizer-Biontech, che ricordiamo ha bisogno di una temperatura di -75 gradi?

“Nella Asl Roma 1 abbiamo un hub di riferimento, uno dei venti regionali, che e’ il Santa Maria della Pieta’, dove conserviamo le fiale del vaccino. Da questo hub partono le dosi del siero per gli ospedali dell’azienda sanitaria, tra cui il Santo Spirito oggi, il San Filippo Neri da lunedi’ 4 gennaio. Poi abbiamo due siti di stoccaggio e di somministrazione, accreditati privati: Villa Aurora e il Cristo Re, che sono gia’ partite. Le altre partiranno la settimana prossima: l’IDI, l’Isola Tiberina e il San Pietro. Una rete di somministrazione sul territorio che ci consentira’ di coprire la somministrazione dei 3122 dosi che abbiamo ricevuto nella prima settimana. Non solo: oggi inizia anche la somministrazione del farmaco presso una delle nostre Rsa, il Don Orione, dove stiamo vaccinando i 63 ospiti”

Dottor Angelo Tanese, direttore generale Asl Roma 1, quale l’adesione da parte del personale sanitario all’interno delle Rsa?

“Ci era stata data indicazione di comunicare l’adesione entro il 21 dicembre, giorno in cui l’adesione tra il personale dipendente era notevole. Sulle strutture private e accreditate stiamo continuando a raccogliere le adesioni, ma credo che in generale il dato salira’ e vi sara’ una piu’ piena adesione”.

Quanti vaccinati nell’Asl Roma 1 in questi primi giorni?

“Con oggi superiamo le 600 vaccinazioni, ma nelle prossime ore arriveremo ad almeno 700”.

Quindi i dati delle poche somministrazioni a livello nazionale non sono aggiornati?

“Assolutamente no. Ci siamo organizzati e programmato l’utilizzo di tutte le fiale che ci sono arrivate, in questi giorni abbiamo messo a punto un sistema di prenotazione delle agende, a livello digitale, tracciando con capillarita’ le dosi somministrate, i richiami e le persone prenotate per il primo appuntamento. Questi primi giorni sono quindi importanti, sia per le vaccinazioni fatte che per la registrazione”.

Nessuna dose rimarra’ nel frigo-congelatore, quindi?

“No, nessuna”.

CARFORA (MEDICO SANTO SPIRITO): COLLEGHI ABBIANO FIDUCIA IN SCIENZA

Tra i primi vaccinati in Italia anche Monica Carfora, medico del Pronto Soccorso dell’ospedale Santo Spirito, che ha lavorato in uno delle emergency room piu’ funestate dal Covid. “Ho trattenuto le lacrime stamattina, e’ stato un momento importante e rappresenta una sfida- spiega- il vaccino e’ la tregua che aspettavamo. Ho usato tutte le armi in questi mesi faticosi di battaglia a virus ma solo questa arma ci dara’ la possibilita’ di difenderci meglio e sconfiggerlo”.

Dottoressa Carfora, perche’ le lacrime?

“Abbiamo visto tante persone morire, c’e’ stata tensione nel corso di questi dieci mesi, non solo per nel vedere la sofferenza dei pazienti ma anche per i familiari. Il nostro e’ un lavoro che ci consente di vivere diverse emozioni, siamo piu’ predisposti alla commozione”.

Ai medici e al personale sanitario delle Rsa che non vogliono fare il vaccino, si sente di dare un consiglio?

“Il confronto tra clinici e’ fondamentale, si deve dialogare tra chi ha diversi punti di vista. Con l’esperienza drammatica del Pronto Soccorso, che e’ la porta d’ingresso dell’ospedale, mi sento di consigliare ai colleghi un avvicinamento al vaccino con tutte le informazioni necessarie, per superare le riserve, e con un atteggiamento di fiducia verso la scienza”.

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