Cgil: “In Italia oltre 80mila cattedre vacanti, con quota 100 aumenteranno”

A rivelarlo è uno studio della Cgil Flc presentato nella sede del sindacato a Roma, sul personale della scuola italiana.

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ROMA – Sono oltre 80mila le cattedre libere nell’anno scolastico in corso, a cui potrebbero aggiungersi altri 120mila con l’arrivo di ‘quota 100’. Non va meglio al personale Ata: in questo caso sono più di 13mila i posti non coperti. A rivelarlo è uno studio della Cgil Flc presentato nella sede del sindacato a Roma, sul personale della scuola italiana. Nello specifico, al termine delle operazioni di immissione in ruolo di quest’anno sono rimasti non coperti 32.217 posti a fronte di un contingente di 57.322 posti, di cui 13.329 su posti di sostegno. Soltanto 25.105 posti (il 43,8% di quelli disponibili) sono stati coperti con incarichi a tempo indeterminato, di cui 6.433 (il 25% dei posti stabilizzati) sono in realtà contratti a tempo determinato, perché coperti da docenti delle graduatorie del concorso regionale che svolgono il terzo anno di Fit con un contratto al 31 agosto. Sono stati autorizzati in organico di fatto e in deroga (comuni + sostegno) nel 2018/19 ben 56.564 posti di cui 15.232 su posto comune e 41.332 su posto di sostegno. Del personale Ata sono rimasti non coperti dopo le operazioni di immissione in ruolo e nomine annuali nel 2018/19 (considerati i posti accantonati per le esternalizzazioni) 24.901 posti. Quindi, le proposte del sindacato per un reclutamento regolare ed efficace: un piano straordinario di immissioni in ruolo destinato a docenti, Ata ed educatori per la copertura immediata dei posti (con una fase transitoria per i docenti) e una pianificazione strategica delle immissioni in ruolo per il personale della scuola sulla base dei fabbisogni regionali, con un sistema anche annuale di reclutamento per concorso (fase ordinaria).

LE PROPOSTE DELLA CGIL

Per quel che riguarda il primo punto, “la nostra proposta- ha spiegato il sindacato- parte dalla valorizzazione del patrimonio professionale già esistente e operante in modo precario nelle scuole. Occorre istituire una graduatoria per titoli che ricomprenda, in ordine, il personale già abilitato presente nelle seconde fasce d’istituto e, a seguire, coloro che sono presenti nelle terze fasce d’istituto e hanno maturato 3 anni di servizio nelle ultime 8 annualità. Verrebbe così a costituirsi un sistema semplice ed efficace per l’accesso al ruolo e per il conferimento degli incarichi di supplenza annuali e al 30 giugno. In questo modo già a settembre sarà possibile assegnare al ruolo quelle decine di migliaia di posti che quest’anno non sono stati attribuiti. Questo sistema svolge anche la funzione di colmare la fase transitoria che ci separa dall’entrata a regime delle nuove procedure concorsuali. L’accesso ai ruoli dovrebbe avvenire in maniera immediata per il personale già in possesso dell’abilitazione e mentre per il personale di terza fascia l’assunzione avverrà previo superamento di corso/concorso abilitante per i docenti di terza fascia. L’accesso al corso di formazione, gestito in collaborazione tra scuola e università, dovrebbe avvenire contestualmente all’assegnazione ad una scuola con incarico al 31 agosto, con la successiva trasformazione del contratto a tempo indeterminato, in caso di valutazione finale positiva del percorso svolto”. Infine, “Si deve dare la possibilità di poter scegliere su base volontaria la regione dove concorrere per l’immissione in ruolo: la titolarità al termine del periodo di prova deve essere su istituzione scolastica. E’ opportuno- ha concluso la Cgil- abbreviare i percorsi di formazione in ingresso dei docenti, fermo restando la necessità di un percorso di alto livello che veda la collaborazione di scuola ed università”.

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30 Novembre 2018
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