Bologna, Merola: "Nel Pd traditori meschini e perdenti, ora riunioni in streaming"/VD - DIRE.it

Emilia Romagna

Bologna, Merola: “Nel Pd traditori meschini e perdenti, ora riunioni in streaming”/VD

BOLOGNA – Durissima reprimenda del sindaco di Bologna, Virginio Merola, nei confronti dei consiglieri del gruppo Pd che riferiscono alla stampa i contenuti delle riunioni riservate. Merola non esita a parlare di “perdenti” e di “meschini“, invoca la radiazione dal gruppo e promette che d’ora in poi parteciperà agli incontri solo se ci sarà lo streaming. Tutto nasce dal faccia a faccia di ieri sulla cittadella giudiziaria all’ex Stamoto. Lette le indiscrezioni in agenzia, Merola in serata ha preso la parola su Facebook: “Prendo atto che è impossibile avere riunioni riservate con il gruppo dei consiglieri comunali del Pd senza che l’esito di queste venga immediatamente divulgato alla stampa. Vorrà dire che da ora in avanti parteciperò a queste riunioni solo se saranno diramate in streaming… così almeno anticiperemo i tempi”. Parole che trovano subito una pioggia di ‘like’ da parte dei consiglieri Pd: Michele Campaniello, Giulia Di Girolamo, Raffaele Persiano, Simona Lembi, Isabella Angiuli, Federica Mazzoni, Marco Lombardo, Francesco Errani, Roberta Li Calzi, Roberto Fattori. Errani lascia anche un commento: “Condivido, possiamo fare anche la diretta su Facebook. Comunque mi dispiace Virginio, senza fiducia reciproca è difficile lavorare insieme”. Fin qui Facebook, perchè poi Merola ha ripreso l’argomento oggi, interpellato dai cronisti. Quanto scritto ieri sera è “ironico fino a un certo punto. Diciamola così: ‘No streaming, no gruppo con il sindaco’”, conferma il primo cittadino. Dunque, d’ora in poi riunioni con i consiglieri solo con lo streaming? “Per quanto mi riguarda sì“, afferma il sindaco. Continua Merola: “Non sto parlando di tutto il gruppo. C’è qualcuno che fa di queste iniziative, è un maleducato e uno scorretto, è un perdente, non ci mette la faccia”.

Continua Merola: “Non sono disponibile a far anticipare notizie da uno che tradisce la lealtà rispetto a tutti gli altri. E’ una questione di senso civico. Mi dispiace che ci sia questo problema in alcuni consiglieri”. Per quanto riguarda il commento di Errani, dice Merola: “Non vedo quale sia il problema di fiducia verso di me. Io ho parlato con il gruppo, abbiamo condiviso come andare avanti quindi mi dispiace ma non c’entra un tubo la fiducia, qui c’entra l’educazione”. Per il primo cittadino “c’è un tema di responsabilità e di riservatezza su lavori istruttori che non sappiamo come vanno a finire”. Poi i toni di Merola si induriscono: “C’è un tema di che cavolo di teste ci sono in mezzo al gruppo, che saranno poche ma è bene individuarle. Non si individuano? Non ho nessun problema a fare lo streaming”. Così da comunicare “apertamente, con la vostra presenza se non si riesce a fare lo streaming- dice Merola ai giornalisti- le riunioni del gruppo. Ma dare la possibilità a questi perdenti e meschini di rovistare nel continuo pettegolezzo, no”. Anzi: “Se sapessi chi sono, chiederei la radiazione dal gruppo perchè siamo un partito, siamo una comunità e questa parola ad alcuni non è entrata nelle corna, come dicevano dalle mie parti”. Tutto questo “non è un problema politico- aggiunge il sindaco- perchè quelli che hanno obiezioni politiche me le hanno dette apertamente a voce. C’è qualcuno che ha bisogno di mantenere rapporti privilegiati con la stampa e pensa che questo sia il sistema di fare politica”. Alcuni argomenti “è bene siano riservati. Non vuol dire che non vogliamo dirli alla stampa- conclude il sindaco- ma che dobbiamo decidere alcune cose prima di comunicarle e ci sono elementi di disturbo continui che rovinano il lavoro del gruppo e della giunta inutilmente. No streaming, no gruppo“.

di Maurizio Papa, giornalista professionista

LEGGI ANCHE:

A Bologna un cittadino brontola sulla movida e il sindaco perde la pazienza/VIDEO

30 maggio 2017
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»