Gli strumenti italiani a bordo di BepiColombo

SIMBIO-SYS (Spectrometers and Imagers for MPO BepiColombo Integrated Observatory) è un sistema integrato di osservazione della superficie e caratterizzazione del pianeta Mercurio composto da tre canali per osservazioni stereoscopiche (STC), ad alta risoluzione spaziale (HRIC) e iperspettrali (VIHI) nel visibile e vicino infrarosso.

ISA (Italian Spring Accelerometer) guidato da Valerio Iafolla dell’INAF-Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali di Roma, è l’accelerometro ad alta sensibilità sviluppato dall’INAF e da Thales Alenia Space che si occuperà delle misure gravitazionali.

SERENA (Search for Exosphere Refilling and Emitted Neutral Abundances) è l’esperimento per lo studio dell’ambiente particellare di Mercurio, vale a dire l’esosfera, mediante i due analizzatori di particelle neutre ELENA e STOFIO, quest’ultimo realizzato dalla Southwest Research Institute-USA, e due spettrometri di ioni MIPA e PICAM. La responsabilità scientifica è di Stefano Orsini (INAF-Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali di Roma).

MORE (Mercury Orbiter Radio science Experiment) è l’esperimento di radioscienza basato sul trasponditore di bordo in banda Ka (KaT), realizzato da Thales Alenia Space ma basato sulla Terra. Per MORE, la responsabilità scientifica è dell’Università di Roma “La Sapienza” (Luciano Iess) con il supporto del JPL/NASA.

Infine PHEBUS (Probing of Hermean Exosphere by Ultraviolet Spectroscopy) spettrometro francese in banda Ultravioletto estremo (EUV) e Ultravioletto lontano (FUV) finalizzato all’indagine della composizione e della dinamica dell’esosfera di Mercurio, e tra le caratteristiche principali vi è sicuramente la capacità di osservare gas come Elio, Argon e Azoto. Il contributo italiano è regolato da un accordo bilaterale ASI-CNS che coinvolge CNR e Università di Padova.

La soddisfazione di ASI e INAF per BepiColombo

“BepiColombo – sottolinea Roberto Battiston presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana – è una missione tra le più affascinanti perché ci porta ad esplorare Mercurio, un pianeta estremo di cui conosciamo ancora poco, il più vicino al Sole, difficile da raggiungere ma importantissimo dal punto di vista della planetologia per capire l’origine e l’evoluzione del nostro Sistema Solare. Nichi D’Amico, presidente dell’INAF, commenta con soddisfazione: “È l’inizio di una nuova grande avventura per l’INAF, che vede diversi Progetti Internazionali coinvolti. Il coinvolgimento di numerosi ricercatori del nostro istituto dimostra che l’Italia è al centro dell’astrofisica mondiale, anche nelle missioni spaziali. Scienziati e ingegneri dell’INAF saranno in prima linea anche nei prossimi anni, quando arriveranno i primi dati riguardanti questo pianeta ancora così misterioso”. BepiColombo è la quinta missione Cornerstone del programma Horizon 2000+ adottata dallo SPC dell’ESA per il programma del Direttorato Scientifico. Come è facile immaginare, è una delle missioni di esplorazione interplanetaria più ambiziose mai programmate dall’ESA, nonché una delle più articolate perché composta da tre moduli e uno scudo solare. La missione è stata dedicata a Giuseppe Colombo eminente fisico, matematico, astronomo e ingegnere padovano, nonché rinomato professore dell’Università degli Studi di Padova. Famosa una Sua frase durante un discorso all’Accademia dei Lincei: ”Sogni voi dite? No signori, realtà, realtà”. BepiColombo è per l’esplorazione spaziale uno di quei momenti in cui i sogni si sono tradotti in affascinante realtà.

29 ottobre 2018
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