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Boldrini incalza l’Ue: “Risponda a Trump, non possiamo restare spettatori”

ROMA – “Riguarda tutti noi quello che il nuovo presidente Trump sta decidendo per gli Stati Uniti perché i suoi provvedimenti, oltre a minare le basi dei principi giuridici internazionali, portano ad un caos generale e rischiano di alimentare pericolose ritorsioni”. Lo scrive su Facebook la presidente della Camera Laura Boldrini, che aggiunge: “Prima gli insulti inaccettabili contro i messicani, definiti ‘criminali e trafficanti’. Poi la rivalutazione della tortura come strumento che ‘funziona’ nella lotta al terrorismo. Ora il blocco per tre mesi all’ingresso dei cittadini provenienti da 7 Stati a prevalente religione musulmana, e con esenzione per i cristiani. E infine lo stop all’arrivo di rifugiati siriani”.

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Per Boldrini “sono segnali, inequivocabili e allarmanti, che si vogliono fare distinzioni su base etnica e religiosa, che il sospetto può investire interi popoli e non i singoli accusati di reati, che le convenzioni internazionali sottoscritte anche dagli Usa perdono di valore e i diritti umani si applicano ad intermittenza, che per rispondere all’Isis è lecito anche usare strumenti non consentiti dall’ordinamento. Nella società statunitense stanno montando le proteste, in nome di quei valori di apertura, accoglienza e rispetto delle differenze sui quali è stata costruita la loro identità”.

Poi, incalza: “Di qua dall’Atlantico non ci possiamo limitare al ruolo di preoccupati spettatori. Non lo possiamo fare perché le nostre Costituzioni nascono sulle ceneri della seconda guerra mondiale e delle persecuzioni su base razziale, ideologica e religiosa. È questa eredità che ci ha portato a riaffermare con forza nelle nostre Carte i principi di libertà, di eguaglianza e di non discriminazione per i quali l’Europa è stata e continua ad essere un punto di riferimento mondiale. È urgente che l’Unione, così come ogni singolo Stato, risponda, con voce ferma e decisa nel rivendicare la compatibilità tra le esigenze della sicurezza e lo Stato di diritto”.

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29 gennaio 2017

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