Reddito e quota 100, via libera al Senato. Forza Italia fa arrabbiare Casellati, Taverna contro tutti: “Provate a digiunare”

La protesta dei forzisti con i gilet blu fa arrabbiare Casellati. Poi il monologo di taverna che attacca il Pd e anche Forza Italia: "Ma che ne sapete di povertà", e cita Madre Teresa di Calcutta
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ROMA – L’aula del Senato ha approvato il decreto su reddito di cittadinanza e pensioni con 149 sì, 110 no e 4 astenuti. Il provvedimento va alla Camera.

BERNINI E LA PROTESTA CON I GILET: PARASSITI DI STATO. CASELLATI SI ARRABBIA

“Sì al lavoro, sì alle infrastrutture, sì alla Tav, no alle bugie del governo che ruba il futuro agli italiani“. Lo ha detto Annamaria Bernini, capogruppo di Fi al Senato, nel corso della dichiarazione di voto sul decreto su reddito e pensioni. I senatori di Forza Italia hanno indossato per protesta i gilet blu con la scritta “sì lavoro no bugie”. “Gli italiani si stanno già svegliando dal torpore, dalle bugie e dagli slogan”, sottolinea. “Il sostegno al reddito è doveroso- continua- ma voi volete creare i poveri di Stato, i parassiti di Stato che dipendono dalle vostre tasche”.

Il folklore non appartiene all’aula del Senato ma soltanto alle piazze, vergogna”. Così la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberta Casellati, si rivolge al gruppo di Forza Italia nel corso della dichiarazione di voto di Annamaria Bernini quando i parlamentari hanno indossato dei gilet blu con la scritta “sì lavoro, no bugie“. Un durissimo attacco della presidente del Senato che ha poi sospeso l’aula per qualche minuto.

TAVERNA CONTRO TUTTI, CITA MADRE TERESA: PROVATE A DIGIUNARE

E’ l’intervento di Paola Taverna, poi, a scaldare definitivamente gli animi al Senato, nel corso della dichiarazioni di voto sul decreto che reca reddito di cittadinanza e quota 100. Taverna attacca il Pd: “Qualcuno dice che il reddito di cittadinanza e’ elemosina. Magari ce lo dice chi l’elemosina l’ha fatta veramente, con gli 80 euro. E a qualcuno l’ha pure chiesta indietro…”, dice con un chiaro riferimento a Matteo Renzi, che e’ intervenuto poco prima. Dai banchi del Pd insorgono. In particolare il senatore piemontese Mauro Laus.

Taverna, indossa per un momento i panni della vicepresidente. “Laus la debbo riprendere anche quando non sono alla presidenza? La sua scortesia e maleducazione…”, dice. Taverna non risparmia neppure Forza Italia. A cominciare da Antonio Saccone che ieri ha consigliato a Luigi Di Maio di tornare a fare lo steward, mostrando in aula una pettorina con la foto del ministro. “Vede Saccone- dice Taverna- noi siamo fieri di avere un capo politico che a 32 anni e’ incensurato e ha fatto lavori umili, come tutti i ragazzi italiani, prima di fare il ministro. Non sono certo io a doverle ricordare la storia del suo capo politico”.

Le parole di Taverna scatenano le proteste di Forza Italia. Alcuni senatori inveiscono in piedi. Questa volta Taverna si rivolge alla presidente Casellati. “Li mandiamo a sedere presidente?”, chiede Taverna. Casellati invece riprende Taverna: “Si limiti a fare una dichiarazione di voto tranquilla..“, le dice. L’esponente M5s replica spiegando che “e’ quello che sto facendo nella misura in cui mi viene permesso dall’atteggiamento disordinato dal Partito democratico in prima linea…”, dice. Quindi riprende il suo intervento. “Questi che criticano il reddito di cittadinanza, ma che ne sanno di povertà? Madre Teresa di Calcutta, invitata a un convegno sulla fame nel mondo, disse: ‘Io vengo a questo convegno a patto che coloro che vi partecipano rispettino almeno per tre giorni di digiuno’. Ecco, colleghi prima di parlare di povertà cominciate a vivere con 400 euro al mese, a mantenere le famiglie a 800 euro al mese”.

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27 Febbraio 2019
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