“Prospettive di inclusione” per una scuola aperta, seminario al Regina Elena di Roma

ROMA – “Prospettive di inclusione” per una scuola aperta a tutti è l’obiettivo del seminario conclusivo del percorso di formazione organizzato all’istituto comprensivo Regina Elena di Roma. Presenti i docenti del polo formativo ambito 1 che hanno ascoltato i relatori su tre diverse linee tematiche: valutazione e trattamento dei disturbi dell’apprendimento; prospettive e buona pratiche per il contrasto al bullismo e cyberbullismo; prospettive per una scuola aperta e inclusiva.

Alla prima tavola rotonda hanno preso parte Anita De Giusti referente dell’usr Lazio per l’inclusione; Francesca Sgueglia logopedista; Maria Rita Valentini psicologa scolastica e psicoterapeuta; Federico Bianchi di Castelbianco, psicologo e psicoterapeuta dell’età evolutiva.

Bianchi: “La scuola deve riprendere le proprie redini”

Dovete recuperare la funzione pedagogica– ha detto lo psicoterapeuta ai docenti presenti- la diagnosi spesso si ferma alla superficie, bisogna tener conto di cosa c’è dietro, del vissuto del bambino, delle relazioni familiari ed è necessaria una reale conoscenza tra docenti e alunni. Il corpo dei giovani parla– ha aggiunto- lí si possono leggere tutti i loro problemi, li scrivono sul loro corpo, perché o si scatenano contro qualcuno o contro se stessi. La scuola deve riprendere le proprie redini, essere autonoma e ritrovare la capacità di relazionarsi: non c’è Lim, non c’è protocollo, diagnosi o test che possa sostituirla”.

Episodi di violenza? “È aggressività, non bullismo”

Un passaggio Bianchi lo dedica anche agli ultimi casi di violenza che hanno avuto come protagonisti i giovani: “Farsi vedere è la grande motivazione che hanno dietro queste azioni, c’é un’escalation che cresce, non è bullismo, è aggressività che si traduce in violenza. Sono ragazzi che fin da piccoli vivono sentimenti di rabbia che vengono giustificati e compresi ma quando diventano adolescenti non hanno più freni”.

Marzetti: “Segnalate situazioni che vi mettono a disagio”

Su bullismo e cyberbullismo ha portato il suo contributo anche Jacopo Marzetti, Garante per l’Infanzia del Lazio che ha ricordato la necessità di trasmettere “messaggi positivi ai ragazzi e tutelarli nella loro realtà quotidiana che va oltre gli orari scolastici”, così come è necessario ristabilire quel rapporto di fiducia tra scuola e famiglia. “Segnalate– ha concluso Marzetti- situazioni che vi mettono in pericolo o a disagio, come istituzioni saremo presenti per dare supporto a una figura fondamentale come la vostra”.

Sullo stessa tema sono intervenuti anche Riccardo Lancellotti dirigente tecnico dell’usr Lazio, Marco Valerio Cervelli della polizia postale e Flavia Ferrazzoli psicologa e psicoterapeuta sistemico relazionale. Nella sessione conclusiva hanno invece preso la parola Magda Di Renzo, psicologa e psicoterapeuta dell’età evolutiva; Gianluca Panella, psicologo e psicoterapeuta servizio scuola Ido; Marta Nicoletti, giornalista dell’agenzia di stampa Dire e Carla Parolari dirigente scolastico che hanno parlato di esperienze e progettualità diverse che hanno in comune la necessità di rendere protagonisti i giovani, dare loro voce è spazio per esprimere i propri talenti e le potenzialità che ciascuno di loro possiede.

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24 ottobre 2018
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