Politica

Due anni senza Giulio, in piazza per chiedere giustizia

ROMA – Da piazza Pasi, a Trento, a via Ettore Romagnoli, accanto al teatro greco di Siracusa: sono decine, in tutta Italia, le iniziative per ricordare Giulio Regeni e soprattutto, a due anni dalla scomparsa e dall’assassinio del ricercatore friulano, per chiedere giustizia.

Le iniziative, cortei, sit-in o anche solo incontri e dibattiti, sono in programma in decine di città italiane giovedì. Previsto un momento comune, nelle piazze, nelle strade o nei teatri: alle 19.41, a due anni esatti da quando Regeni fu visto per l’ultima volta al Cairo, saranno accese migliaia di candele.

“Il 25 gennaio 2016 il nome di Giulio Regeni si aggiungeva a quelli dei tanti egiziani e delle tante egiziane vittime di sparizione forzata” ha sottolineato Amnesty International, una delle tante ong impegnate nella richiesta di giustizia. “Pochi giorni dopo, il 3 febbraio, il nome del ricercatore italiano si aggiungeva al lungo elenco delle persone torturate a morte in Egitto“.

Insieme con altre ong, Amnesty si è impegnata a verificare i progressi nelle indagini a seguito del ritorno al Cairo dell’ambasciatore italiano Giampaolo Cantini. Nei giorni scorsi del caso Regeni si è tornato a parlare per la perquisizione dell’ufficio e dell’abitazione di Maha Abdel Rahman, professoressa dell’Università di Cambridge tutor del ricercatore. Nell’operazione, disposta dalla Procura di Roma, il 10 gennaio sono stati acquisiti pc, pen-drive, hard disk e cellulari. Secondo Amnesty, a ogni modo, “la verità sull’omicidio di Regeni la deve fornire il governo egiziano e deve chiederla con forza il governo italiano”. Antonio Marchesi, presidente dell’ong: “Noi continuiamo a coltivare la speranza che quell’insistere giorno dopo giorno a chiedere la verità e quelle iniziative che quotidianamente si svolgono in Italia e non solo producano il risultato che attendiamo: l’accertamento delle responsabilità per la sparizione, la tortura e l’uccisione di Giulio”.

23 gennaio 2018
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