Rifiuti a Roma, dopo l’incendio al Tmb Salario “alti livelli di diossine, Pcb e Ipa”

Lo ha detto il dg dell'Arpa Lazio, Marco Lupo, nel corso dell'audizione stamattina in commissione bicamerale Ecomafie dopo il rogo che ha distrutto il tmb Ama di via Salaria.
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ROMA – “Dopo l’incendio abbiamo subito installato dei campionatori specifici per misurare l’eventuale emissione di sostanze nocive, abbiamo analizzato i dati delle centraline fisse che nel Lazio sono una 40ina e abbiamo sviluppato dei modelli di ricaduta che individuano le aree dove c’è più possibilità di deposito di sostanze inquinanti. Abbiamo installato un campionatore ad alto volume a 30 metri dall’incendio con filtri estratti ogni sei ore e uno a basso volume vicino alla scuola Maiorana a circa 1 chilometro dall’incendio”. Lo ha detto il dg dell’Arpa Lazio, Marco Lupo, nel corso dell’audizione stamattina in commissione bicamerale Ecomafie dopo il rogo che ha distrutto il tmb Ama di via Salaria.

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In particolare, ha specificato Lupo, “abbiamo utilizzato le centraline di Villa Ada, corso Francia e via della Bufalotta che abitualmente misurano il Pm10 ma all’occorrenza anche diossine, Ipa e Pcb. Dal giorno dell’incendio soprattutto a Villa Ada c’è stato un incremento del Pm10 da 21 a 56 microgrammi per metro cubo il martedì fino a 62 il mercoledì, superando il limite di legge di 50 che non può essere sforato per più di 35 giorni all’anno, poi da giovedì e venerdì con le precipitazioni il valore è cominciato a scendere e le sostanze non erano più presenti in aria”.

Per i metalli, come piombo, arsenico e cadmio, “non sono stati superati i limiti di legge, mentre per diossine e furani- ha sottolineato il direttore- vicino l’impianto martedì si è passati da 0,7 picogrammi per metro cubo fino 4,5, poi mercoledì da 6 fino a un picco di 9 picogrammi, quando il limite raccomandato dall’Oms in ambienti urbani è 0,1. A Villa Ada e Maiorana si è arrivati fino a 0,4. A Pomezia le diossine rilevate erano state molto più alte con una punta di 77,5, quindi in questo caso si tratta di un valore inferiore, coerente con i materiali andati in combustione: a Pomezia erano imballaggi in plastica che producono soprattutto diossine, al Salario rifiuti indifferenziati e quindi meno plastica ma una maggiore quantità di rifiuti di ogni genere, anche oli delle macchine e rulli che trasportano i rifiuti, e i dati sono coerenti”.

Infatti, ha spiegato Lupo, “sui Pcb abbiamo registrato valori importanti, nella zona adiacente al Tmb martedì il valore era di 1.019 picogrammi per metro cubo, è sceso e poi risalito mercoledì a 524, anche alla Maiorana era di 378 e a Villa Ada di 446. Nella Eco X il valore massimo vicino all’incendio è stato di 395, quindi al tmb Salario si tratta di quasi il triplo. Sulle Ipa il limite è di 1 nanogrammo per metro cubo come media annuale ed è stato superato abbondantemente: vicino all’impianto il valore era di 2,86 martedì si è arrivati fino a un picco di 35 e a Maiorana abbiamo registrato un valore di 3. A Pomezia il massimo era stato 9”.

Le aree potenziali di massima ricaduta, poi, “sono state calcolate secondo i venti prevalenti e le condizioni climatiche su cui vengono fatti campionamenti dei prodotti vegetali, soprattutto ortaggi e in particolare quelli a foglia larga che raccolgono velocemente la deposizione delle sostanze. L’Istituto Zooprofilattico ha raccolto dei campioni che ora sono in laboratorio”. Nei prossimi giorni, ha concluso Lupo, “continueremo a elaborare dati fornendo un rapporto quotidianamente ad Asl, Comune e Regione e agli altri enti interessati e continueremo le analisi fin quando i valori non saranno rientrati nella normalità”.

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19 Dicembre 2018
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