Arrivano i nuovi parlamentari: venerdì si comincia e a ottobre si rivota?

ROMA – Già da questa mattina i Senatori eletti si stanno registrando a Palazzo Madama. Domani mattina toccherà ai deputati. Venerdì cominciano le votazioni per eleggere i Presidenti di Camera e Senato. Sono ore febbrili, i cellulari sono bollenti, tutti cercano di trattare: il voto ha consegnato 2 vincitori, la coalizione di centrodestra e il M5S, che da soli però non possono governare. C’è bisogno di trovare una intesa e, stando a quanto si è visto in passato, se ci sarà questa arriverà all’ultimo momento. Se nella notte tra giovedì e venerdì si riuscirà a chiudere il cerchio – non solo i presidenti ma i loro vice, i segretari d’aula ecc.- le votazioni saranno molto brevi e in un paio di giorni la partita sarà chiusa. Altrimenti slitterà e i ‘vincenti’ dovranno far passare i propri candidati a maggioranza.

Al momento c’è la volontà di far partire la XVIII legislatura ma in molti si stanno già concentrando sulla sua durata. Nessuno ha i voti per mettere su una propria maggioranza di governo. Per questo si sta ragionando sulla possibilità di arrivare ad una intesa minima per far partire un governo a tempo. L’orizzonte è quello di Ottobre 2018. Dietro le quinte, infatti, si fanno questi ragionamenti: Salvini e la sua Lega non possono farsi tirare dentro alle manovre politiche di Berlusconi, di Forza Italia e del Pd perché alla fine sarebbe lui stesso ad esser fatto fuori; Di Maio e il M5S non possono allearsi con chiunque e a qualunque costo, con il rischio di veder compromesso il loro programma e i loro obiettivi.

Sia Salvini che Di Maio non hanno nessunissimo interesse a varare la prossima legge di Bilancio (novembre-dicembre) che, come sempre, porterà tagli e altri sacrifici e senza le risorse per mantenere le promesse fatte ai rispettivi elettori. Di qui la possibilità di un patto a temine, tra Salvini e Di Maio, per un governo che modifichi la legge elettorale inserendo un premio di coalizione e abolisca i vitalizi. E poi le due forze politiche andranno al voto, appunto in Ottobre e in tempo per la Legge di Bilancio, chiedendo agli italiani di dargli la maggioranza. E chi vincerà avrà 5 anni di tempo per trovare le risorse e realizzare il proprio programma.

19 Marzo 2018
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