Manovra, Visco: “Aumento debito rende difficile crescita”. Confindustria: “Apriamo tavolo”

Duro anche il governatore della Toscana Enrico Rossi: "Ora pacchia, a settembre ci sarà una correzione da 43 miliardi"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “L’aumento del debito pubblico rende oggi molto difficile la possibilità di manovra che serve per stabilizzare e finanziare gli investimenti necessari per la crescita”. Così Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, intervenendo all’Abi per la presentazione del volume ‘Mercato, Europa e libertà – Gli interventi alle Assemblee dell’Abi e alle Giornate del risparmio di Guido Carli’.

ROSSI: ORA È PACCHIA, A SETTEMBRE CORREZIONE DA 43 MLD

“La ‘pacchia’ è iniziata, seppure molto ridotta rispetto alle promesse elettorali e sotto ipoteca di altri tagli se le cose non andranno bene. Poi a settembre si dovrà trovare 43 miliardi per fare la nuova legge di bilancio, con un’economia che purtroppo crescerà appena della metà del misero 1% previsto”. Lo afferma, in una nota, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, commentando il ‘decretone’ approvato ieri dal Consiglio dei ministri sul reddito di cittadinanza e su quota 100 per le pensioni.

“Ma chi se ne frega- aggiunge con sarcasmo-: maggio, le elezioni europee, vengono prima di settembre. Intanto al posto della lotta all’evasione si fanno condoni, diminuiscono le entrate e aumentano gli interessi sul debito. Avevo detto che questi nazionalpopulisti avrebbero portato l’Italia alla rovina. Ma non pensavo così in fretta”.

GELMINI: SCEMPIO SOCIALE ED ECONOMICO, RISCHIA MINARE PAESE

“Uno scempio sociale ed economico che rischia di minare il Paese. Loro la chiamano ‘manovra del popolo’ perché la pagano gli italiani“. A dirlo è il capogruppo di Fi alla Camera Mariastella Gelmini da Milano, commentando la manovra economica varata ieri dal governo. “Dai festeggiamenti sul balcone di Palazzo Chigi ad oggi ne abbiamo viste tante- dice Gelmini- e anche ieri sera nella conferenza stampa sono state dette cose che non stanno né in cielo né in terra”. Insomma, “dopo la sanguinosa ritirata europea, dopo avere annunciato il boom economico e incassato la stagnazione e forse la recessione”, spiega Gelmini, “ieri Di Maio ha annunciato il nuovo Welfare State fondato in soli 20 minuti: assistenzialismo e irresponsabilità mascherati da soldi a pioggia a chi è talmente in difficoltà che non potrà rifiutare”, chiude.

BOCCIA: INUTILE CONTINUARE CON CRITICHE, APRIAMO UN TAVOLO

Dopo le critiche delle scorse settimane Confindustria apre al governo sull’attuazione del decretone. “E’ inutile continuare con le critiche che già conoscete in merito al reddito di cittadinanza e altri aspetti. Occorre guardare avanti, a maggior ragione dato il rallentamento globale dell’economia e dato il rallentamento della Germania, essendo il nostro un paese con una forte propensione all’export”, dice il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia arrivando a un convegno al Senato.

Boccia aggiunge che “occorre andare oltre alla manovra economica e aprire un tavolo di confronto sull”incremento dell’occupazione nel paese, perché questi strumenti siano un vero ponte di collegamento per l’incremento dell’occupazione”. Il presidente di Confindustria invita a non dimenticare “che ci sono regioni dalla disoccupazione giovanile elevatissima in particolare nel mezzogiorno e quindi si pone la necessità di attivare quanto prima i cantieri del paese con le risorse già stanziate. Si potrebbero realizzare fino a 400.000 posti di lavoro”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

18 Gennaio 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»