“A Star is Born”, Bradley Cooper e Lady Gaga conquistano con la musica

ROMA – Il quattro volte candidato all’Oscar Bradley Cooper firma la sua prima regia portando sul grande schermo niente meno che Lady Gaga e facendo risorgere (per la quarta volta nella storia del cinema) una love story senza tempo. In “A star is born” l’astro nascente è Ally, una ragazza qualunque, dotata però di una voce straordinaria, scoperta per caso in un bar da un celebre musicista country, Jackson Maine (Bradley Cooper). Mentre il successo di lei, che dal servire i tavoli arriva a calcare i palchi più celebri del mondo, esplode, quella di lui implode. In mezzo alla passione per la musica il loro amore, che li porterà a sfidare la vita insieme.

Lady Gaga, che nei titoli del film si firma con il suo vero nome Stefani Germanotta, per il suo primo ruolo da protagonista dice addio a trucco e parrucco e in una versione inedita, acqua e sapone, mostra un volto nuovo, interpretando un’artista dall’indubbio talento ma dalla poca autostima, tormentata dal proprio aspetto fisico. Una sfida quella intrapresa da Lady Gaga non semplice, per affrontare la quale, come lei stessa ha dichiarato, è stato fondamentale il sostegno di Cooper, il quale a sua volta ha ringraziato la cantante per il supporto fondamentale fornito durante le performance canore. Cooper infatti oltre che come attore e regista si è cimentato anche come cantante, dimostrando di possedere anche in questo ambito un talento notevole. I due artisti hanno deciso di registrare la colonna sonora (scritta appositamente per il film) dal vivo, esibendosi davanti a una platea che andava dalle 20mila alle 80mila persone.

Il risultato è certamente coinvolgente: le musiche, stupende, emozionano e guidano la narrazione trasportando emotivamente lo spettatore. La storia al contrario stenta a decollare, colpa di una cifra stilistica poco autoriale e spesso stereotipata, che non aggiunge molto ad un racconto ben noto. Cooper dietro la macchina da presa se la cava ma non eccelle, così come Lady Gaga la cui interpretazione di Ally, sicuramente buona, impallidisce davanti alle performance canore dell’artista, che di fronte al microfono fa dimenticare la diegesi cinematografica. Restano l’incanto di un sogno che diventa realtà, insieme a delle melodie che difficilmente dimenticheremo.

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14 ottobre 2018
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