Mondo

Regeni, Salvini: “Più importanti rapporti con Egitto”. Cofferati: “Raccapricciante”

ROMA – E’ polemica per le parole di Matteo Salvini sul caso di Giulio Regeni, il giovane ricercatore torturato e ucciso in Egitto. In un’intervista al Corriere della Sera, il ministro dell’Interno ha detto:  “Comprendo bene la richiesta di giustizia della famiglia di Giulio Regeni. Ma per noi, l’Italia, è fondamentale avere buone relazioni con un Paese importante come l’Egitto”. E, cosa che forse ancor di più suscita scalpore perchè le parole alla fine sono importanti, il vicepremier Salvini per riferirsi alla vicenda ha utilizzato l’espressione “il problema Regeni“.

COFFERATI: PAROLE RACCAPRICCIANTI

“Le parole del ministro Salvini sono semplicemente raccapriccianti. No, signor ministro, la richiesta di verità e giustizia per Giulio Regeni non è un problema della famiglia, è un problema del nostro Paese. La difesa della libertà e dei diritti umani sono elementi fondativi della nostra democrazia e non sono negoziabili”. Lo afferma l’europarlamentare di Liberi e Uguali Sergio Cofferati.

PANZERI (LEU): SALVINI VERGOGNOSO, HA TRADITO ITALIANI

“Le dichiarazioni di Salvini riguardo Giulio Regeni sono vergognose. Il suo atteggiamento rappresenta un tradimento nei confronti delle libertà e dei diritti dei cittadini italiani“. L’europarlamentare di Liberi e Uguali Antonio Panzeri, presidente della Sottocommissione dei Diritti umani al Parlamento europeo, commenta le parole del neoministro dell’Interno. “Giulio Regeni era un cittadino italiano che è stato torturato e ucciso in Egitto: la ricerca della verità non può riguardare solo la famiglia del giovane ricercatore, ma deve essere perseguita da tutta l’opinione pubblica italiana”.

Ha aggiunto Panzeri: “È un preciso dovere del governo italiano occuparsi della vicenda: per quanto possano essere importanti i rapporti diplomatici tra Italia ed Egitto, nulla è più importante che stabilire la verità”.R

BOLDRINI: PER SALVINI ‘PROBLEMA’, CERCARE VERITÀ

 “Salvini di governare non ne vuol sapere, continua a fare propaganda per uscire sui giornali e, cosa ancora più grave, a giocare al ribasso sui diritti delle persone. Ha liquidato il caso di Giulio Regeni, il ricercatore italiano torturato e ucciso in Egitto in circostanze ancora da chiarire, come un ‘problema’ che riguarda la sua famiglia”. Così Laura Boldrini (Leu) su Facebook.

“Continuare a cercare la verità sul suo brutale assassinio, invece, è una battaglia che dobbiamo non solo ai suoi genitori ma alla dignità del nostro Paese. Se lo ricordi Salvini, soprattutto quando dice #primagliitaliani”.

 

Leggi anche:

14 giugno 2018
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»