Il monologo di Veronesi in ricordo di Daniele Nardi, morto sul Nanga Parbat

Per l'alpinista laziale un intenso monologo in apertura della puntata di 'Non è un paese per giovani', su Rai Radio2
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Un esploratore, un pioniere. Un uomo coraggioso. Daniele Nardi è l’alpinista di Sezze che ha perso la vita sul Nanga Parbat (Pakistan) col compagno di scalata Tom Ballard: insieme stavano tentando l’impresa sullo sperone di Mummery, un angolo pericolosissimo e inaccessibile a seimila metri d’altezza.

Oggi il regista Giovanni Veronesi gli ha dedicato un intenso monologo all’inizio della trasmissione  ‘Non è un paese per giovani’, su Rai Radio2. Aveva conosciuto e intervistato Nardi di persona, due anni fa. 

La foto in alto è tratta dal sito di Daniele Nardi

IL TESTO DEL MONOLOGO

Arriverà un giorno in cui andare in cima a certe vette o circumnavigare il mondo che gira, sarà una bazzecola, ma per adesso, uno come Daniele, è una specie di pioniere che fa imprese per noi, per i nostri figli, per il futuro e non solo per se stesso.
Oggi è domenica e sto bene. Cioè stavo bene. Poi, come se fosse normale rovinare le giornate alla gente arriva dalla redazione la notizia ferale che un aereo si è schiantato e 160 persone sono morte. E dopo poco anche la morte ufficiale di Daniele Nardi, lo scalatore. Il suo corpo e quello del suo amico sono a 6000 metri di altitudine e non sono per adesso recuperabili. Noi lo avevamo avuto ospite in trasmissione nel 2017 e mi era sembrato uno di quelli che la sapeva lunga, che non avrebbe mai rischiato più di tanto. Insomma ci sono quelli che vogliono vincere a tutti i cosi, no? Ecco, lui pareva uno che sapeva anche perdere. E invece non è stato così. Ha perso in effetti, ma ha perso tutto, anche la vita. Ridere in mezzo al mondo. Aveva detto che gli veniva da ridere quando era lassù, in cima alle vette più alte. Rideva perché gli sembrava impossibile. Me lo disse fuori onda e mi chiese di non ripeterlo però, perché non voleva sembrare arrogante. Però quella risata non era arroganza, anzi era timidezza. Anche a me capita quando succede qualcosa di eclatante nella mia vita.
 Mi viene da sorridere, come se l’allegria mi potesse sopraffare. Gli alpinisti, i navigatori solitari, gli esploratori, sono gli ultimi che compiono vere imprese. Quelle d’una volta. Le imprese di Coppi, di Pantani, vittima di un complotto, morto perché era troppo forte e in un sistema come il nostro se sei troppo forte ti fanno fuori. Daniele era un pioniere del nuovo mondo, quello in cui vanno solo alcuni privilegiati, come lui. Arriverà un giorno in cui andare in cima a certe vette o circumnavigare il mondo che gira, sarà una bazzecola, ma per adesso, uno come Daniele, è una specie di pioniere che fa imprese per noi, per i nostri figli, per il futuro e non solo per se stesso. Gli uomini sono quasi tutti vigliacchi, per tenersi stretto quello che hanno conquistato col loro stipendio, fanno ogni giorno schifezze tipo evadere le tasse o nascondere i propri soldi in banche lontane. Che siate maledetti, vigliacchi e pavidi uomini che non farete la storia. Daniele la farà. Sarà un uomo morto che ha ottenuto più di tanti vivi. Mi fa male questa morte. Mi fa davvero male la morte in genere. Perche ci dovrebbe essere una giustizia divina più spietata e meno banale. Non dovrebbe morire chi fa la cosa più rischiosa, ma chi tenta di fregare il prossimo. Daniele non doveva morire. Però è stato così. E adesso anche lui entra a far parte di quel plotone di angeli che tentavano di scalare il cielo già da vivi, quando ancora erano uomini. La sua volontà di salire in cielo era così forte che ci ha provato per tutta la vita scalando il mondo. Adesso c’è, ha conquistato la vetta più alta. Ti mandiamo un bacio radiofonico, da parte di tutta la nostra trasmissione, che ti ricorda come uno degli ospiti più felici. Per quanto mi riguarda poi, ti chiedo scusa se ho rivelato quella cosa del “ridere”, ma era indispensabile far sapere alla gente come si conquistano le cose più difficili. 

"Ciao Daniele, la neve manterrà intatta la tua anima pura e il tuo sorriso sincero".

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11 Marzo 2019
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