Al parco dell'Aspromonte per ammirare i rapaci di ritorno dall'Africa - DIRE.it

Ambiente

Al parco dell’Aspromonte per ammirare i rapaci di ritorno dall’Africa

REGGIO CALABRIA – In corso da alcune settimane le attività di monitoraggio della migrazione primaverile degli uccelli rapaci e delle cicogne organizzate dall’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte. “Il monitoraggio – riferisce il direttore del Parco, Sergio Tralongo – consentirà di registrare il consueto arrivo dall’Africa dei primi contingenti di Falco pecchiaiolo, la specie più numerosa in assoluto, già anticipato dai primi esemplari di aquila minore, nibbio bruno e falco di palude“.

Le indagini sono inserite all’interno di una specifica azione del programma operativo Calabria 2014-2020, finanziata dalla Regione per acquisire dati ed informazioni sulle specie e sugli habitat di interesse comunitario presenti nei siti della Rete Natura 2000 del territorio regionale.

“Ancora un viaggio, ancora una migrazione su un territorio che accoglie e conferma la sua vocazione ad intercettare flussi e movimenti – ha dichiarato il presidente del Parco dell’Aspromonte, Giuseppe Bombino – terre, mari ed esseri viventi, in un continuo passaggio dai mille significati che grazie ad una minuziosa attività di tutela promossa dal Parco, diventa un racconto che si tramuta in fattuale riconoscimento delle peculiarità dell’Area Protetta”. 

Il Parco Nazionale dell’Aspromonte ha programmato diverse ricerche sulla fauna e sugli ambienti di maggior interesse conservazionistico; la migrazione dell’avifauna e, più in particolare delle cosiddette specie “veleggiatrici“, interessa tra l’altro la Zona di protezione speciale ‘Costa Viola’ che, pur essendo esterna all’Area Protetta, è strettamente connessa dal punto di vista dello studio e della conservazione di un fenomeno di portata internazionale.

Per favorire la conoscenza del territorio e della sua biodiversità, anche in questa occasione l’Ente Parco invita coloro i quali vogliono assistere da vicino a questa ricerca, affiancando i ricercatori per una o più giornate, a contattare il responsabile del servizio biodiversità Antonino Siclari (mail: [email protected]) per dare la propria disponibilità e concordare la partecipazione alle attività in corso.

Un’esperienza che offre la possibilità di imparare a riconoscere le diverse specie (più di venti, tra rapaci e cicogne) che fanno il loro rientro in Europa, dove nidificheranno nei prossimi mesi, dopo aver trascorso l’inverno in Africa, spesso a Sud del Sahara.

10 aprile 2018
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