Ancora ‘Tria e molla’ sui rimborsi ai truffati delle banche

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Continua il ‘Tria e molla’. Ormai è diventato anche un gioco di parole lo scontro in atto nel Governo tra Salvini e Di Maio da una parte e il ministro Giovanni Tria dall’altro. E il premier? Sta in mezzo, ma finora non è riuscito a trovare la quadra. Si tratta dei rimborsi ai cosiddetti truffati delle banche. Nessuno, tra i dirigenti del ministero, vuole firmare assegni che in futuro la Corte dei Conti potrebbe contestare come danno erariale rifacendosi direttamente sul conto corrente dei suddetti dirigenti.

Che si fa? Si prende tempo, in attesa di trovare uno straccio di soluzione. La prossima settima ci saranno incontri con le associazioni dei truffati, per capire se c’è possibilità di trattare. Da una parte, infatti, c’è chi vuole dare subito i soldi a tutti; dall’altra, con Tria maestro dei conti, che vuole affidare la questione, caso per caso, a periti e solo dopo la loro valutazione staccare l’assegno. Che a quel punto sarà certamente un mini mini-rimborso. La campagna elettorale freme, e Salvini e Di Maio hanno ormai capito che questo rimandare sempre alla fine li penalizza entrambi.

In casa del M5S, intanto, la parola d’ordine resta sempre quella: attaccare Tria, non personalmente, ma attraverso la superfidata consigliera Claudia Bugno. Per i ‘grillini’ tutta la storia professionale di Bugno ‘puzza di vecchio regime’, di rapporti con un passato politico «che questo Governo ha deciso di troncare. Per questo – spiega una fonte governativa- lei se ne deve andare. Prendesse altri cento incarichi ma fuori dal perimetro del Governo». Insomma, se non si può attaccare frontalmente l’intoccabile, si demolisce chi gli sta attorno. Da soli si diventa più docili.

LEGGI DIRE OGGI – EDIZIONE DEL 5 APRILE

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5 Aprile 2019
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