Hera ‘sostenibile’, accelerata obiettivi Onu. L’ad Venier: “Andiamo avanti”

BOLOGNA – Quasi due miliardi di euro distribuiti nel solo 2017 a stakeholder e fornitori del territorio. Un contributo agli obiettivi di sostenibilità dell’Onu, solo l’anno scorso, da 330 milioni di euro di margine operativo lordo a valore condiviso. Sono alcuni dei numeri che ‘pesano’ l’essenza del bilancio di sostenibilità 2017 del gruppo Hera, illustrato oggi nella sede di viale Berti Pichat a Bologna, nella Settimana europea dello sviluppo sostenibile, in compagnia di ospiti come Jeffrey Sachs della Columbia University e l’ex ministro Enrico Giovannini, oltre al presidente di Enea Federico Testa e al governatore Stefano Bonaccini.

Tra gli altri numeri, sul versante dell’efficienza energetica Hera ha dato seguito al suo impegno e al 2017, grazie agli interventi realizzati, ha ridotto i propri consumi del 3,6% rispetto al 2013, superando l’obiettivo prefissato, risparmiando 8.300 tonnellate equivalenti di petrolio e avvicinandosi al traguardo del 5% fissato al 2020. Complessivamente, Hera è inoltre riuscita a ridurre del 16% rispetto al 2015 l’impronta di carbonio derivante dalla propria produzione di energia.

E ancora: sul fronte dell’economia circolare i risultati raggiunti da Hera anticipano di decenni gli obiettivi fissati dall’Unione europea, un esempio è il ricorso alla discarica per i rifiuti urbani che scende ancora e si attesta al 7% contro un obiettivo europeo del 10% al 2035 e una media italiana 2016 (ultimo dato disponibile) del 28%. Buone notizie arrivano inoltre dal rapporto Ecosistema Urbano 2017 di Legambiente: in termini di raccolta differenziata pro capite, fra i 10 capoluoghi di provincia con oltre 100.000 abitanti che si sono dimostrati più virtuosi, ben cinque sono gestiti da Hera (Forlì, Rimini, Ravenna, Modena e Ferrara) mentre Bologna risulta la seconda città italiana, tra quelle con più di 300.000 abitanti.

Nella gestione sostenibile della risorsa idrica i principali investimenti sono stati rivolti al piano di salvaguardia della balneazione di Rimini, così come ai lavori di adeguamento del depuratore di Servola a Trieste, ed è proseguito il piano di adeguamento del sistema depurativo: a fine 2017 il 91% degli agglomerati urbani risulta adeguato, dato che tocca il 100% in Emilia-Romagna.


TOMMASI: CONTINUARE A FARE SQUADRA

Commenta Tomaso Tommasi di Vignano, presidente esecutivo del gruppo Hera: “I temi della sostenibilità stanno diventando un patrimonio acquisito del mondo economico-finanziario e questo può solo confortare soggetti come Hera, che con largo anticipo vi ha scommesso da sempre”. Parlando oggi di ecosistema, prosegue Tommasi, “intendiamo così ribadire la necessità di continuare a fare squadra con il territorio e i suoi diversi attori, coniugando istanze ambientali, economiche e sociali. È il modello di sviluppo in cui Hera si riconosce fin dalla sua nascita e al quale orienta le proprie politiche di investimenti e di innovazione”.

Condivide ed evidenzia l’amministratore delegato Stefano Venier: “Gli attuali cambiamenti climatici ci consegnano una sfida non più rimandabile, che interroga in modo particolare le multiutility e la loro capacità di operare trasversalmente per favorire e innescare processi virtuosi, nei quali un importante momento di confronto come quello odierno si inserisce più che opportunamente”.

Al convegno di oggi contestualizza Marco Frey, presidente della Fondazione Global Compact Italia (organismo delle Nazioni Unite) che a margine osserva: “La sostenibilità è un modo di guardare avanti, la prospettiva dell’agenda 2030 ci disegna un linguaggio comune a livello internazionale e ci dice cosa possiamo fare. Cosa chiediamo al nuovo Governo? Di essere un po’ più coerente su questo tipo di percorso, non ha fatto tutto quello che poteva soprattutto in termini di condivisione del disegno. L’agenda 2030 è davvero condivisa a livello internazionale, bisogna indicare ora obiettivi precisi”. Conclude Frey sul ruolo di Hera, rispetto alle logiche delle municipalizzate classiche: “E’ diventata un’impresa in grado di produrre valore condiviso in tanti territori, le chiediamo di continuare ad andare avanti in questo percorso”.

 

VENIER: “TANTI RISULTATI ‘ECO’ FINORA, ANDIAMO AVANTI”

“Oggi rendicontiamo, come facciamo sempre con grande trasparenza, i risultati che abbiamo conseguito ma anche ciò che vogliamo fare per il prossimo futuro. Sono azioni tutte tese a ridurre l’impatto della nostra attività quotidiana, quella di noi cittadini, sull’ambiente“. Parola di Stefano Venier, amministratore delegato del gruppo Hera, oggi al convegno sull’ecosistema “e la sua unitarietà” di scena nella sede dell’utility a Bologna. In presenza di ospiti come il professor Jeffrey Sachs della Columbia University o il collega Enrico Giovannini, professore di statistica all’Università di Roma Tor Vergata, Venier interviene sui contenuti del bilancio di sostenibilità di Hera, rinnovato e ancora una volta con gli indicatori in miglioramento.

Nel bilancio in questione, in sostanza, spiccano quasi due miliardi di euro distribuiti da Hera nel solo 2017 a stakeholder e fornitori del territorio. Evidenzia Venier a margine del convegno ‘sostenibile’ in viale Berti Pichat: “A questo appuntamento, che è ormai una tradizione per noi, raccontiamo i temi dello sviluppo sostenibile basato su due principi: ambiente e sviluppo sociale. Guardiamo a quello che una multiutility come Hera può fare: considerato che siamo un’azienda che lavora su servizi che coinvolgono l’acqua, l’energia, il suolo e l’aria, all’interno di contesti particolari come le città certamente svolgiamo un ruolo importante”. Rimarca l’ad di Hera sulle azioni ‘eco’ e virtuose, più che mai utili e necessarie oggigiorno: “È importante che alle azioni ex post si affianchino presto azioni ex ante, ad esempio su come si progettano i beni per renderli più riciclabili o i servizi per renderli più compatibili”.

In sostanza, aggiunge quindi Venier, l’attenzione riguarda il modo in cui “si possono usare le tecnologie per fare di più con meno, perché il problema è soprattutto quello di contenere l’impatto sulle risorse del pianeta“. In tutto questo, una spa come Hera continua a non accontentarsi dei risultati raggiunti ma guarda avanti. “La cosa importante di quello che presentiamo oggi- prosegue Venier sul bilancio sostenibile del gruppo- è il modo di rendicontare: un’impresa non ottiene risultati se non misura e noi quest’anno presenteremo il cosiddetto Csv ossia il valore condiviso, la quota parte del margine che noi realizziamo nelle nostre attività e che aiuta anche a conseguire una parte dei 17 obiettivi delle Nazioni Unite, in particolare i 10 che ci vedono coinvolti”. Poi, ricorda l’ad di Hera, “le cose che facciamo le raccontiamo continuamente: abbiamo ridotto nel 2017 l’impronta di carbonio delle nostre attività del 16%, sei punti più dell’anno prima; abbiamo diffuso l’utilizzo solo dell’energia rinnovabile per i nostri servizi a tutto il territorio”. Sono “tutte azioni che intervengono sui beni essenziali dell’ambiente, ossia acqua, energia e aria“, evidenzia ancora Venier. Il quale conclude omaggiando l’ospite illustre di Hera oggi, il professor Sachs, particolarmente coinvolto sulle tematiche della sostenibilità: “È un ospite di grandissimo prestigio che portiamo qui in Italia, dopo aver avuto Ellen macArthur l’anno scorso e altri ospiti gli anni precedenti. Sachs ci mostrerà come guardare a questi temi della sostenibilità da una prospettiva globale: noi, come utility, la trasferiremo col nostro contributo a livello territoriale”, conclude l’ad Hera.

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4 Giugno 2018
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