Politica

Mattarella pensa a un “governo di tregua”: Pd e Centrodestra disponibili, M5S dice no

ROMA – Archiviata la direzione del Partito Democratico che sembra aver chiuso definitivamente la porta ad un esecutivo a guida politica, la palla torna a Mattarella che, lunedì prossimo, incontrerà i partiti per provare a risolvere il rebus governo.

Stando a quanto riportano le indiscrezioni dal Colle, il capo dello Stato starebbe valutando l’ipotesi di un “governo di tregua” che possa mettere in sicurezza i conti del paese, sterilizzando l’aumento dell’Iva previsto dalle clausole di salvaguardia, mentre al parlamento spetterebbe il compito di scrivere una nuova legge elettorale.

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TOTI (FI): GOVERNO DI TREGUA? PER EMERGENZE E LEGGE ELETTORALE

Il governo di tregua sarebbe “un governo per fare alcune cose che non sono il programma elettorale presentato ai cittadini, un governo che affronta le emergenze e, come cosa principale, stimola il Parlamento a fare una nuova legge elettorale per tornare al voto” evitando “una seconda tornata elettorale senza vincitori”. Lo dice Giovanni Toti, governatore della Liguria e consigliere politico di Silvio Berlusconi, ospite di Mattino 5 (Canale 5).

Rispetto a quello che succederà lunedì con le nuove consultazioni al Quirinale, l’esponente di Forza Italia osserva che Mattarella “più che ascoltare parlerà con le forze politiche, perché è arrivato il momento di una scelta”.

“Credo- aggiunge- che Mattarella abbia due strade: dare un incarico a un esponente del centro-destra, auspicabilmente Salvini per provare a fare un governo. É un’impresa ardua ma non sono esclusi ravvedimenti operosi in Parlamento. Oppure- conclude il presidente- un governo istituzionale. Noi riteniamo che il centrodestra debba provare a fare un governo”.

ROSATO (PD): GOVERNO DI TREGUA AVREBBE NOSTRO SOSTEGNO

“Noi abbiamo dato disponibilità al dialogo con tutte le forze politiche ma con dei paletti: No a Di Maio o Salvini premier. Un governo di tregua proposto dal presidente della Repubblica avrebbe il nostro sostegno”. Così Ettore Rosato, vicepresidente della Camera (Pd) poco fa ai microfoni di Giorgio Zanchini a Radio anch’io (Rai Radio1).

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“Certamente Gentiloni ha tutte le carte in regola per essere un rappresentante del Pd come possibile Premier. Lavoro che sta facendo bene”, aggiunge Rosato.

DI MAIO: NO A ESECUTIVI DI SCOPO O TREGUA, AL VOTO 24 GIUGNO

Berlusconi e Renzi sono d’accordo. Ora sarà Salvini a decidere se aiutarli o meno a fare un governo contro di noi. Stanno già cercando il pretesto, le riforme o una nuova legge elettorale. Ma una nuova legge non si può fare, ci infileremmo in un inferno. Bisogna tornare al voto, il 24 giugno. Si puo’ votare coi ballottaggi”. Così a Il Fatto quotidiano Luigi Di Maio.

Di Maio dice con forza “no a un nuovo Nazareno, magari con Giorgetti premier come ho letto oggi sul Corriere della Sera. E sarebbe ancora peggio un governo di scopo, di tregua o con qualsiasi altra formula: se con 120 parlamentari abbiamo fatto perdere la metà dei voti al partito di governo, con 338 eletti non gli faremmo passare neanche un provvedimento“.

A chi gli ricorda che il Colle valuta un governo di tregua, Di Maio risponde che “i retroscena lasciano il tempo che trovano. Dal Quirinale non ci è mai arrivata alcuna richiesta in tal senso, e con il presidente della Repubblica siamo sempre stati molto chiari. Abbiamo fatto il massimo per arrivare a un governo. E i limiti del M5S si conoscevano, dal primo giorno. Aspettiamo cosa deciderà il Quirinale. Però ricordo che questo tipo di esecutivi hanno solo tagliato diritti sociali, in nome di un’austerity che non è più un principio neanche dell’Europa, ma qualcosa che è nella mentalità dei partiti”.

4 maggio 2018
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