Pompei, riapre la Casa dei gladiatori: da simbolo crolli a emblema rinascita

Si trova in via dell’Abbondanza e da quando era crollata il 6 novembre 2010 era diventata il ‘simbolo’ dei crolli delle domus
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NAPOLI – Dopo oltre tre anni di lavori, la Schola Armaturarum del parco archeologico di Pompei (Napoli) torna visitabile al pubblico. Sarà presentato domani, infatti, alle 11, dal direttore generale Massimo Osanna, insieme ai restauratori Ales che hanno seguito gli interventi di recupero degli affreschi, il progetto di riapertura della cosiddetta casa dei Gladiatori. Un piano che, come precisano dal parco archeologico, rientra in un più articolato progetto di fruizione e di musealizzazione della Schola Armaturarum che consentirà di vedere i dipinti e gli oggetti nel loro luogo di rinvenimento.

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Il crollo nel novembre 2010 e ora la rinascita

La casa dei Gladiatori situata nella nota via dell’Abbondanza all’interno degli scavi di Pompei era diventata il ‘simbolo’ dei crolli delle domus. Il 6 novembre 2010 questo luogo storico e amato dai turisti collassò gettando nello sconcerto il mondo della cultura e della politica. Dopo quel tragico evento e il dissequestro delle aree vicine alla domus, il parco Archeologico avviò nel 2015 un grande progetto di restauro dell’edificio, che oggi da simbolo dei crolli diventa l’emblema del rilancio del sito. Nell’incontro con la stampa in programma domani, i restauratori illustreranno nei dettagli l’intervento sugli affreschi e gli ambienti retrostanti la casa, oggetto dell’ultima campagna di scavo che ha contribuito a chiarire la funzione di questo edificio.

Qui si programmavano attività militari e giochi

La Schola Armaturarum fu costruita pochi anni prima dell’eruzione e ospitava la sede di un’importante associazione di stampo militare. All’interno della casa, gli affiliati si riunivano per programmare le attività militari e i giochi che si sarebbero svolti nella Palestra Grande o nell’Anfiteatro. Il sito ha un ampio salone chiuso sulla via da una grande transenna lignea, che era stata ricostruita sulla base delle impronte lasciate nella cenere. All’interno, sugli incassi delle pareti, erano presenti scaffali dove erano esposte le armature e i trofei militari.

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2 Gennaio 2019
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