Tav, Chiamparino: “Se Governo si tira indietro ce la paghiamo da soli”

ROMA – “Per noi quell’opera è vitale. Di fronte a una situazione estrema studieremo il modo per pagarcela noi, magari con l’aiuto delle altre Regioni coinvolte dal tracciato est-ovest: Friuli, Veneto, Lombardia”. Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, lo dice in un’intervista a Repubblica. Prima, però, se il Parlamento cambia idea sull’opera “faremo un referendum in Piemonte come forma di pressione”, aggiunge Chiamparino.

“C’è una proposta di Forza Italia che verrà discussa nei prossimi giorni in Consiglio regionale. La faccio mia con un’aggiunta- prosegue Chiamparino-. La proposta suggerisce che il Piemonte, se non c’è altra strada, possa subentrare per la parte italiana della spesa, circa 2,5 miliardi in vent’anni. Io dico che potrebbero farlo tutte le Regioni interessate dal tracciato”. Il titolare del contratto “non può che essere lo Stato. Del resto, è un’opera internazionale- dice Chiamparino- Ma si possono studiare forme di intervento economico e di compensazione, ad esempio modificando le concessioni autostradali”.

“Sono stato uno dei primi ad avvertire questo pericolo. Una parte del governo è sempre stata contraria a tutte le grandi opere- prosegue Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte-. L’altra, quella leghista, si è sempre detta favorevole. Ma quando Salvini elenca le opere da fare assolutamente, arriva alla Torino-Lione e la salta“. Per quel che riguarda l’altro vicepresidente del Consiglio, “il propagandista fa solo ciò che serve al suo collegio elettorale. Lo statista pensa al Paese. Di Maio è del primo genere. Con la sua logica ognuno si fa l’alta velocità che va bene a casa sua”, dice Chiamparino. In tutto ciò, “entro il 2019 il programma prevede lavori per 2 miliardi di euro. Se invece il governo, per ragioni di equilibrio interno, ferma Telt impedendo che faccia gli appalti, lanceremo un referendum in primavera per far pronunciare i piemontesi”, conclude il presidente del Piemonte, “il referendum servirebbe a far pressione sul Parlamento che, pe bloccare l’opera, deve votare una legge che cancella i trattati internazionali”.

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1 novembre 2018
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