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Inchiesta camici Lombardia, Fontana indagato per autoriciclaggio e false dichiarazioni

Attilio Fontana
La Procura di Milano chiede rogatoria alla Svizzera in merito alla voluntary disclosure presentata da Fontana nel 2015.
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MILANO – La Procura di Milano torna alla carica sui soldi depositati in Svizzera dal governatore della Lombardia Attilio Fontana e ricevuti in eredità dalla madre. Una circostanza emersa a margine dell’inchiesta sui camici proposti a inizio pandemia al Pirellone dal cognato Andrea Dini, donati alla fine alla Regione, ma oggetto dell’attenzione degli inquirenti che stanno verificando alcuni movimenti bancari di Fontana.

Il procuratore capo di Milano Francesco Greco fa dunque sapere di aver inoltrato una rogatoria alla Svizzera “al fine di completare la documentazione allegata alla domanda di voluntary disclosure presentata da Fontana, avendo ravvisato la necessità di approfondire alcuni movimenti finanziari“.

La difesa di Fontana, ricorda la Procura, “si è oggi dichiarata disponibile a fornire ogni chiarimento sia in sede rogatoriale che, se del caso, mediante produzione documentale ovvero presentazione spontanea dell’assistito”.

Fontana nel 2015 aveva aderito allo scudo fiscale per far emergere il patrimonio ereditato dalla madre, collocato in paradisi fiscali e poi alla morte della madre trasferito in Svizzera.

M5S: “LOMBARDIA UMILIATA, FONTANA RIFERISCA IN AULA”

“Si tratta dell’ennesimo duro colpo inferto dal centrodestra a trazione leghista all’onore e alla reputazione di questa regione. Autoriciclaggio e false dichiarazioni, che si aggiungono alla frode in pubbliche forniture, sono accuse di estrema gravità per un governatore“. Con queste parole il capogruppo del Movimento Cinque Stelle, Massimo De Rosa, commenta le indagini della Procura di Milano sui soldi depositati in Svizzera dal governatore della Lombardia, Attilio Fontana, e ricevuti in eredita’ dalla madre.

Secondo De Rosa, “è bene che la giustizia segua il proprio corso e lavori per accertare e chiarire ogni aspetto di questa vicenda”. Il Movimento cinque stelle chiede al presidente di “intervenire al più presto in Aula (al Pirellone, ndr) per chiarire al consiglio regionale la propria posizione”.

L’orgoglio dei cittadini lombardi è ancora una volta umiliato dalle difficoltà di questa Giunta, il cui mandato è scandito quotidianamente da scandali, errori e disagi per la popolazione”, chiosa il capogruppo M5s.

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