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Prof accerchiata nel parcheggio dopo una nota, interviene Zaia: “Gli adulti reagiscano”

Il governatore del Veneto ammonisce: "Ci sono adulti che non possono chiamarsi fuori"

Pubblicato:30-11-2023 14:34
Ultimo aggiornamento:30-11-2023 14:34
Canale: Scuola e Università
Autore:
LUCA ZAIA PRESIDENTE REGIONE VENETO mago
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VENEZIA – Nei giorni scorsi una professoressa della scuola media di Badoere, provincia di Treviso, ha subito delle intimidazioni dai suoi stessi alunni nel parcheggio della scuola. E’ accaduto dopo che l’insegnante aveva ritenuto opportuno mettere una nota disciplinare a un alunno. A lui, però, non è andata giù, e così l’ha raggiunta mentre si avviava alla macchina e, insieme ai compagni che lo spalleggiavano, l’ha accerchiata. Sul caso è intervenuto oggi anche il governatore del Veneto Luca Zaia.

“Ci sono giovani che indicano la via a tutta la società, bravi, determinati, sono la gran parte dei nostri ragazzi. Ma, evidentemente, c’è anche qualche gruppo che tende ad escludersi da questa maggioranza come indica la notizia riguardante la scuola media di Badoere. Esprimo tutta la mia solidarietà all’insegnante presa di mira dai bulli e la condanna di quanto accaduto ad opera di un gruppo che ancora una volta fa sentire il fracasso di un albero che cade a dispetto di una foresta che cresce“, commenta Zaia.

“Quanto accaduto è un episodio grave ma che non può essere risolto con l’ennesima condanna di maniera alle nuove generazioni- aggiunge il governatore- ci sono adulti che non possono chiamarsi fuori. Viviamo in una società in cui ci sono alcuni giovani che non accettano le regole ma anche adulti, come i genitori che si ribellano ai provvedimenti scolastici negativi verso i loro figli o protestano minacciosamente contro i sanitari in un ospedale. Sono atteggiamenti, per fortuna rari, che mettono in discussione, però, il nostro patto sociale”. Per Zaia, “ancora una volta la risposta non può essere affidata esclusivamente alla scuola e alle istituzioni, ma deve coinvolgere tutta la comunità a cominciare dalle famiglie. Non possiamo accettare che si verifichino simili situazioni, per rispetto verso gli insegnanti che sono una colonna portante della nostra società e affinché riguardo a un mondo di ragazzi che studiano e lavorano responsabilmente, che vivono con senso civico e si interessano al sociale, che coltivano hobby e sviluppano il loro talenti prevalgano solo le narrazioni negative”.

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2023-11-30T14:34:53+01:00