VIDEO | Convegno Omceo su neoplasie neuroendocrine: medici ‘Indiana Jones’ a caccia di patologie

Da Omceo Roma evento formazione e informazione, Magi-Lenzi: "Avvicinare dottori e pazienti"
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ROMA – “Le neoplasie neuroendocrine sono patologie molto subdole, perché si manifestano nei modi più vari ed è difficile fare una diagnosi precisa. Innanzitutto bisogna conoscerne anche l’esistenza, e spesso tanti medici le riconoscono soltanto quando c’è qualcuno che è molto vicino che ne soffre, un parente o un amico. Bisogna avvicinare quindi sempre più i pazienti che hanno queste patologie con i medici per fare un’attività anche formativa sulla diagnosi e capire quali sono i punti di riferimento che il medico deve avere”. Sono le parole del presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Roma, Antonio Magi, che stamattina ha aperto il convegno divulgativo annuale ‘Neoplasie neuroendocrine’, promosso dall’Omceo Roma in collaborazione con l’associazione Ainet ‘Vivere la speranza’ e andato in scena stamattina nell’Aula Roberto Lala della sede dell’Ordine in via Giovanni Battista de Rossi.

Magi:  “Fondamentale far conoscere queste patologie innanzitutto ai medici”

Oggi, ha spiegato Magi, “ci sono dei centri specializzati sulle patologie neuroendocrine, e in particolare sulla parte neoplastica, e possono essere avvicinati in maniera molto semplice. Bisogna conoscere e fare informazione“. Quindi, ha sottolineato il presidente, “è fondamentale far conoscere queste patologie innanzitutto ai medici: è importante cercare di non fermarci qui ma arrivare in ‘periferia’, coinvolgere i medici di medicina generale e gli specialisti facendo sentire tutti partecipi”.

Gli esperti presenti al convegno

Oltre al presidente Magi, hanno partecipato al convegno, tra gli altri, Maria Grazia Tarsitano, consigliera e responsabile Formazione continua dell’Ordine dei medici di Roma, Adele Santini, presidente di Ainet, Francesco Panzuto, dirigente medico Malattie apparato digerente AOU Sant’Andrea, Roberto Baldelli, dirigente medico UOSD Endocrinologia dell’AO San Camillo Forlanini, Andrea Isidori, professore ordinario di Endocrinologia all’Università Sapienza di Roma, Elisa Giannetta e Antongiulio Faggiano, professori associati di Endocrinologia all’Università Sapienza di Roma e Andrea Lenzi, direttore del Dipartimento di Medicina sperimentale dell’Università Sapienza, dov’è anche professore ordinario di Endocrinologia, nonché presidente del Comitato nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della vita della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Lenzi: “Per diagnosticare le neoplasie neuroendocrine è importare ascoltare il paziente”

Proprio Lenzi ha spiegato che “quello delle neoplasie neuroendocrine è un tema particolare anche per noi endocrinologi, i cosiddetti super specialisti di branca: la patologia neuroendocrina rappresenta sempre una sfida anche a partire dalla diagnosi”. In questi casi, ha sottolineato il professore, “non abbiamo una malattia d’organo, un dolore localizzato o sintomi predefiniti, e molto spesso questi tumori sono multipli e producono più sintomi spesso tutti sfumati. La prima cosa da fare è ascoltare il paziente: la diagnosi precoce, l’identificazione, il credere che tutto sia possibile con le ghiandole endocrine, che tutto possono esprimere, è una delle cose che ci rende dei cacciatori, degli ‘Indiana Jones’ dei tumori neuroendocrini”, ha concluso Lenzi.

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