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Università, Bologna supera le lezioni frontali. Progetto pilota con studenti in team

Presentato il progetto europeo Ithephy realizzato per la prima volta dall'Alma Mater all'interno del programma Erasmus+
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BOLOGNA – Addio alle ‘vecchie’ lezioni frontali, con esami scritti e orali. Spazio invece alla simulazione di un progetto di ricerca da portare avanti in team, con obiettivi da raggiungere, collaborazioni con università di altri Paesi e conferenza finale. Si tratta del progetto europeo Ithephy (Innovative team-teaching for physics) realizzato per la prima volta dall’Alma Mater di Bologna nell’ambito del programma Erasmus+. A portarlo avanti è il dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Ateneo felsineo, che lo coordina e collabora con le Università di Clermont Auvergne, di Dortmund, con gli istituti e laboratori di fisica

Proprio oggi a Bologna si è svolto il primo incontro in videoconferenza tra i 16 studenti e gli otto docenti supervisori coinvolti, per avviare la principale attività prevista dal progetto, chiamata ‘Tandem-project’. Da novembre, e per i prossimi cinque mesi, gli studenti delle Università europee coinvolte saranno chiamati a collaborare a un progetto di ricerca a scopo didattico nel campo della fisica delle particelle elementari (una delle attività principali del Cern di Ginevra, in sostanza), simulando il lavoro di un vero e proprio team di ricerca internazionale, con meeting in videoconferenza e utilizzando una piattaforma software sviluppata apposta per il progetto.

A Bologna partecipano i 10 studenti al secondo anno del corso di laurea magistrale in nucleare, subnucleare e fisica teorica. Durante il periodo di collaborazione, gli studenti avranno anche la possibilità di incontrarsi fisicamente nelle varie sedi europee sotto la supervisione di professori e ricercatori degli atenei e degli istituti di ricerca coinvolti.


università bologna_progetto Ithepy

Non ci saranno lezioni frontali, dunque, ma lavoro di squadra e obiettivi da raggiungere. I risultati finali di questo progetto di ricerca saranno presentati alla Summer school in programma dall’8 al 12 aprile prossimi a Cargese, in Corsica, imitando quindi in tutto e per tutto ciò che solitamente ricercatori e professori fanno a una vera conferenza. In caso di valutazione positiva da parte della commissione internazionale, essendo studenti di un corso di laurea, i partecipanti naturalmente riceveranno anche un voto e i crediti formativi previsti dal loro corso di laurea (sei per Bologna). Per l’Alma Mater si tratta di “uno dei primi esperimenti di questo tipo ed è l’unico a carattere internazionale”, spiega Angelo Carbone, coordinatore del progetto Ithepy, insieme a Maximiliano Sioli, che segue il ‘Tandem-project’, e al direttore del dipartimento, Nicola Semprini.

Essendo un progetto pilota, l’obiettivo è anche valutare questo metodo didattico innovativo, in modo da farlo diventare una “buona pratica da replicare anche in altri corsi di laurea e altri settori disciplinari, anche negli altri atenei italiani”. Il progetto è stato finanziato dall’Europa nel 2017 con 380.000 euro, comprese le risorse per organizzare la Summer school e sviluppare le tecnologie per permettere agli studenti di lavorare insieme a livello internazionale.

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