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Il veterano Adler a Napoli racconta la fuga d’amore con Cindy

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Salvò 3 bambini, accolto al Monaldi dove fu curato per ferite di guerra
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NAPOLI – Prima l’Emilia-Romagna e la Toscana, ora Napoli: è arrivato in città Martin Adler, il veterano americano 97enne, che settantasette anni fa, durante la Seconda guerra mondiale, salvò tre bambini a Monterenzio e li immortalò in una fotografia che, a Natale scorso, ha fatto il giro del mondo ed è diventata molto celebre, tanto da ispirare un romanzo ‘I bambini del soldato Martin’ (Corsiero editore), scritto da Matteo Incerti.

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La sua visita napoletana è iniziata dall’ospedale Monaldi, allora Principe di Piemonte, dove venne ricoverato per tre mesi dal gennaio a fine marzo 1945 in seguito a ferite subite sulla Linea gotica emiliana. Ad attendere Adler c’erano i sanitari e l’intera direzione dell’ospedale cittadino. Alla vista esterna del Monaldi sono emersi tantissimi ricordi da confrontare con le foto e i disegni di allora di Martin.

“È questo! È ancora un bellissimo ospedale”, ha esclamato Martin che ha ripercorso alcuni episodi come la sua fuga d’amore dall’ospedale con una sottotenente medica chiamata Cindy per una giornata a Capri. “Cindy rubò una divisa da capitano per me poi prese una jeep dal momento che aveva i gradi. Io mi misi alla guida e lei dietro. Passammo il posto di blocco con il saluto militare e tutti ci salutarono… allora c’era meno traffico di oggi ad andare per le strade. Poi prendemmo una barca per Capri e passammo una giornata spensierata lì… e la baciai…”, ha detto Martin sotto gli occhi divertiti della moglie Elaine e dei figli Rachelle, Lori e Steven che lo accompagnano in questo viaggio.

Domani il veterano alle 18:30 presenterà la sua storia contenuta nel libro a piazzetta Aldo Masullo: parlerà a lungo della Napoli tra il 1944 e il 1945 narrata nel libro in occasione dell’evento organizzato da Libreria Io Ci Sto, associazione ‘N Sea Yet e associazione Cardiomiopatie e malattie rare connesse Onlus del Monaldi, con la partecipazione sia dell’autore che dell’attrice partenopea Claudia Federica Petrella che leggerà alcuni brani del libro e della mezzosoprana Francesca Curti Giardina che eseguirà canzoni dell’epoca accompagnata alla chitarra dal maestro Nicola Campanile.

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